SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Precarietà del lavoro e società precaria nell'Europa contemporanea

Ignazio Masulli (a cura di)

Roma, Carocci, pp. 192, euro 19,00 (disponibile anche on line: 2004

Il volume curato da Masulli trae origine dai contributi presentati in occasione di un convegno organizzato nel novembre del 2003 dal Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna e dalla Fondazione ?Istituto per il lavoro? della Regione Emilia Romagna. Gli interventi, successivamente rielaborati, si propongono di affrontare un tema assai delicato e controverso nel dibattito politico contemporaneo, e cioè ?l' ?indebolimento' del lavoro e della sua funzione sociale in atto nei paesi a capitalismo maturo?, nel tentativo di analizzare gli effetti che la trasformazione delle condizioni e delle tipologie di lavoro hanno prodotto e stanno ancora producendo sul modello sociale europeo. L'approccio interdisciplinare del volume si rivela particolarmente utile ed efficace a cogliere il tema del lavoro precario nella sua dinamica sociale, offrendo una pluralità di punti di vista, essenziali per la comprensione del fenomeno nella sua complessità. Lontani da una vulgata assai diffusa, sostenuta e alimentata anche da studiosi e politici, gli autori concordano sul rifiuto del binomio precarietà-opportunità, non condividendo l'idea che una maggior precarietà e flessibilità del lavoro portino ad una maggior realizzazione professionale e personale dell'individuo. Come sostiene Giovanni Mottura commentando alcune questioni emerse dagli altri contributi, ?ciò che sembra proporsi è il passaggio da un modello di società le cui strutture e il cui tessuto relazionale sono fondati sul lavoro [...] a un altro nel quale ? paradossalmente ? il lavoro sembra da un lato venir meno come elemento fondante, e da un altro tende invece a invadere e a permeare ? nelle molteplici forme di ricerca di, assenza di, precarietà di, subordinazione, atomizzazione, formazione continua per, eccetera ? l'intero tempo di vita e dunque la totalità delle relazioni che in esso si stabiliscono, si sviluppano, si articolano, si strutturano? (p. 134). La destrutturazione del mondo del lavoro, di cui Luciano Gallino offre un'interpretazione nel saggio introduttivo, mette in discussione i diritti sociali conquistati dal secondo dopoguerra, cioè quei diritti che hanno rappresentato il fondamento dello stato sociale e, ancor di più, del patto sociale su cui è stato possibile ricostruire, dopo la seconda guerra mondiale, una politica e un'economia europee (si vedano anche i saggi di Francesco Garibaldo, Gian Primo Cella e Valerio Bondi). Tra i vari contributi, ve ne sono alcuni che volgono l'attenzione a quelli che vengono generalmente definiti i ?soggetti deboli? del mercato del lavoro: gli immigrati (Giovanni Mottura e Matteo Rinaldini) e le donne (Francesca Sbordone e Eloisa Betti). Infine, per un approccio giuridico al tema della precarietà del lavoro, Federico Martelloni porpone una riflessione su Diritti e precarietà sociale.


Sara Nocentini