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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960)

Silvia Giovanna Rosa

Torino, Ananke, 230 pp., € 16,50 2013

Benché il testo non faccia mai ricorso a documenti d’archivio e a fonti di carattere primario, ma si basi essenzialmente su fonti edite, il libro Italiane d’Argentina ha un pregio: quello di mettere a confronto una vasta letteratura sui temi dell’emigrazione sia in lingua italiana sia in lingua spagnola e di toccare altresì varie sfaccettature del fenomeno tra le quali i noti problemi di adattamento, le logiche matrimoniali, le catene migratorie, il ruolo di genere, l’endogamia, l’esportazione di sistemi propri di valore oltreoceano. Dopo un compendio introduttivo sull’emigrazione degli italiani in Argentina che prende in considerazione le varie ondate migratorie dal periodo preunitario a ben oltre la seconda guerra mondiale, offrendo uno spaccato sui vari autori di riferimento, il testo si confronta con la geografia argentina dettando la composizione dell’immigrazione nelle diverse aree del paese. Grazie al recupero di un esauriente apparato di fonti orali e di lettere, diari, autobiografie già precedentemente studiate, la storia delle donne migranti diventa finalmente una storia di protagonismo dell’italianità in Argentina. La storiografia italiana ha iniziato ad introdurre questi temi negli ultimi vent’anni e il libro ben si inserisce in questo filone come un interessante compendio storiografico. L’a. sfata talora anche luoghi comuni, per esempio sottolineando la non univocità dei ruoli assunti delle donne nel variegato percorso dell’integrazione all’estero, ma anche le caratteristiche specifiche dell’associazionismo di stampo femminile, e infine il vero ruolo propulsore prodotto dall’immigrazione che consente a larghe masse di italiani, disorientate dalla fase postunitaria, di trovare in Argentina non solo importanti possibilità lavorative ma anche strutture adeguate per l’educazione della prole e quindi, in buona sostanza, di aprire una via al miglioramento delle proprie condizioni di vita. È un percorso, quello dell’a., a 360 gradi, dove vengono prese in considerazione sia le aspettative delle giovani migranti relative al ricongiungimento familiare, sia il viaggio transoceanico e le sue caratteristiche, senza dimenticare di offrire uno spaccato dei confronti generazionali tra giovani e anziane sui temi identitari e del lavoro. Interessanti sono inoltre le digressioni sulle lotte femminili per l’emancipazione e per il suffragio universale, oltre che a supporto politico nei vari movimenti socialisti e anarchici che hanno contraddistinto l’Argentina della fine del XIX secolo. Uno spaccato certamente significativo che non smette di far riflettere sulle caratteristiche dell’emigrante stesso, sulla scoperta esaltante di un nuovo mondo mai visto e conosciuto. Tutto questo attraverso gli occhi delle donne, nella loro sottile sensibilità, nella forma personale e collettiva di intendere e scoprire la vita.


Veronica Ronchi