SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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«Il carro del progresso». Spesa pubblica, politica e società a Varese in età liberale (1859-1898)

Ivana Pederzani

Milano, Unicopli, 396 pp., euro 20,00 2009

Come è avvenuta la modernizzazione di uno dei principali centri dell’area lombarda nel quarantennio postunitario? Come si collega tale processo alle caratteristiche dello Stato liberale italiano del secondo ’800? Attorno a questi interrogativi si sviluppa la ricerca di Ivana Pederzani che attraverso il caso di Varese affronta di petto il grande tema del passaggio verso la modernità della periferia italiana.Con il sostegno di una vasta documentazione, lo studio ricostruisce con profondità di analisi e finezza interpretativa le principali fasi che caratterizzano la trasformazione della città lombarda: i difficili esordi postunitari contrassegnati dai lavori pubblici straordinari promossi dal sindaco Carlo Carcano; il decennio del «sindaco mediatore» Francesco Magatti che varò importanti innovazioni nel campo dei servizi pubblici (scuola, sanità, uffici comunali, illuminazione a gas); gli anni ’80 che riproposero anche su scala locale la prassi trasformistica attraverso la quale venne completato il volto borghese della città; il decennio di transizione di fine secolo segnato dall’avvio della coalizione di governo clerico-moderata che preparò il passaggio al ’900.All’interno di un impianto metodologico multidisciplinare, che comprende la dimensione istituzionale, finanziaria, sociale e urbanistica, riveste un ruolo fondamentale l’analisi dell’evoluzione della spesa pubblica in quanto luogo di verifica della prassi amministrativa del Comune. Infatti le politiche di bilancio diventano un indicatore prezioso della modernizzazione cittadina e dei reciproci influssi tra questa e lo sviluppo economico così come del rapporto tra centro e periferia. In tale prospettiva particolarmente innovative e ricche di sollecitazioni sono le pagine dedicate alla «morbida filosofia del sistema dei controlli sul Comune da parte della Deputazione provinciale» (p. 335) riconducibile a ragioni di tipo politico-clientelari connesse alla stessa composizione dell’organismo. La scarsa incisività dei controlli sul Comune da parte della Deputazione provinciale diventa così uno degli elementi più significativi che consente all’a. di rileggere sul terreno della prassi il paradigma del «centralismo all’italiana» contrassegnato dalla subordinazione dell’amministrazione alla politica. Una tendenza che nella ricostruzione della Pederzani apre la strada ad una specifica «via varesina alla modernizzazione» favorita dalla presenza di una borghesia solidamente ancorata al dogma liberista del non intervento; chiave di volta del successo della precoce trasformazione della città prealpina infatti è una peculiare collaborazione tra pubblico e privato così come tra potere politico e potere economico che avrebbe consentito anche la realizzazione di fondamentali opere infrastrutturali come l’acquedotto e l’illuminazione a gas. Ne emerge dunque un volume stimolante che all’interno della variegata geografia degli studi sulla città ottocentesca rappresenta un contributo importante non solo per l’originale impianto metodologico ma anche per gli esiti storiografici di indubbio interesse.


Alberto Ferraboschi