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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia del cristianesimo. Religione-Politica-Cultura, vol. 13, Crisi e rinnovamento dal 1958 ai giorni nostri

Jean-Marie Mayeur (a cura di)

edizione italiana a cura di Andrea Riccardi, Roma, Borla/Città Nuova, pp. 683, s 2002

La Presentazione di Andrea Riccardi propone una sintesi efficace dei temi del volume, a cominciare dalla sua peculiarità, quella cioè di essere, più che un bilancio della complessa realtà del cristianesimo nell'ultimo quarantennio, ?un'introduzione storica alla vita del cristianesimo del XXI secolo? (p. 16). In questa prospettiva il punto di partenza obbligato è il Concilio Vaticano II, di cui Roger Aubert e Claude Soetens analizzano la preparazione, lo svolgimento e i risultati. Nei loro saggi, come in quelli di tutti gli autori del volume, la ricchezza di informazioni costituisce la struttura portante, nella quale si innestano sintetici e penetranti spunti di riflessione. Valgano ad esempio, nei saggi di Jean-Marie Mayeur e Jean-Paul Willaime sul papato e le Chiese dopo il Concilio, la sottolineatura del ritorno della dottrina sociale della Chiesa dopo la Centesimus annus del 1991, in contrasto ?con l'impressione frequente, due decenni fa, che questa storia fosse superata e che il cattolicesimo sociale fosse finito? (p. 298); e quella della perdita di specificità dei partiti democratico-cristiani in Europa, sempre più connotati in senso conservatore moderato, come indica la loro integrazione con molte forze di destra nel Partito popolare europeo (p. 300). I grandi cambiamenti, che Riccardi individua soprattutto nell'estendersi del cristianesimo ?fino agli estremi confini della terra? (p. 9), nel suo radicamento nel ?Terzo Mondo? e insieme nell'affrancamento ?dall'impronta dominante dell'Occidente? (p. 13), continuano a combinarsi in realtà con aspetti più tradizionali e meno innovativi ? ad onta di una forte crescita quantitativa ? della Chiesa cattolica e delle altre nell'Europa centrorientale e nella stessa America latina. Qui, come chiarisce puntualmente il saggio di Olivier Compagnon, le contrastate vicende della teologia della liberazione e talune aperture alle esperienze rivoluzionarie di Cuba e del Nicaragua registrano il pesante contrappeso del sostegno diffuso, anche se non compatto, alle dittature militari in Cile e soprattutto in Argentina. La globalizzazione del cristianesimo si arresta davanti al rapporto col mondo arabo e islamico, segnato dal conflitto israelo-palestinese, di cui Catherine Mayeur-Jaouen documenta efficacemente i devastanti effetti sulla presenza cristiana in tutto il Medio Oriente; sfuma altresì nell'incertezza dell'africanizzazione tra l'eredità missionaria e coloniale e le spinte modernizzatici; ristagna nella condizione assolutamente minoritaria, ottenuta all'ombra dell'espansione occidentale e dell'imperialismo coloniale, ?in un'Asia demograficamente dominante? (Claude Prudhomme e Jean-François Zorn). Sono, come osserva Mayeur, a conclusione di quest'opera, nella quale la ricchezza di indicazioni specifiche si combina con l'ampiezza degli orizzonti generali, le nuove frontiere, riproposte dalla stagione conciliare, del tradizionale nesso tra cambiamento e continuità, ?che illumina la via di ogni istituzione nella storia? (p. 659).


Mario G. Rossi