SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Mussolini and his Generals. The Armed Forces and Fascist Foreign Policy, 1922-1940,

John Gooch

Cambridge, Cambridge University Press, X-651 pp., £ 25,00 2008

John Gooch, dell’Università di Leeds, a lungo direttore del «Journal of strategic studies», da quasi quarant’anni studia e conosce - fra l’altro - la storia delle forze armate dell’Italia unita. Quando negli anni ’70 una leva di allora giovani storici militari britannici andò rinnovando la disciplina ri-studiando la storia delle guerre e delle forze armate del proprio paese e dell’ euro pa intera, Gooch scelse l’Italia: da allora i suoi studi e interventi hanno accompagnato e in più casi anticipato il rinnovamento della ricerca storico-militare italiana, quella «small but convivial band of Italian military historians» che ringrazia nella sua prefazione (p. VIII). Autore anche di opere generali (da noi è stato tradotto il suo Soldati e borghesi nell’ euro pa moderna, Laterza, 1982) e di interventi - da storico - nel dibattito strategico contemporaneo, conosce bene la storia d’Italia e delle sue forze armate (Esercito, stato, società in Italia 1870-1915, Angeli, 1994). La lunga premessa biografica è necessaria per comprendere che questo grosso volume è in fondo il coronamento di una vita di studioso. Frutto di un’ampia ricerca durata decenni e condotta personalmente (o con research students) negli archivi romani e presso carte private di protagonisti, il volume non ha oggi confronti per il dettaglio di conferme e di informazioni nuove circa la politica militare del regime fascista sino al 1940. La tesi di fondo circa l’impreparazione militare italiana al 1940 sta nel sottolineare le responsabilità dirette del dittatore e del sistema di relazioni civili-militari volute dal fascismo, ma anche nel non assolvere le élites militari, ritenute pienamente corresponsabili dell’esito finale.La posizione di Gooch è non meno critica di quella di Giorgio Rochat, anche se rispetto ad essa appare più interessata alle relazioni dirette della politica militare con la politica estera e l’espansionismo fascista (il sottotitolo non è casuale) e meno attratta dal tentativo di comprensione di cosa sia un’istituzione (quella militare) e di come cambi il suo funzionamento in un regime fascista, né di come essa reagisca all’esposizione al combattimento. Rispetto a MacGregor Knox c’è minore attenzione non tanto ad una comparazione con il regime nazista e le sue forze armate quanto alle teorizzazioni sul totalitarismo: peraltro Gooch, come Knox, vede le forze armate non indenni dalla fascistizzazione ma ne riduce l’autonomia. Come nelle pagine di Rochat e Knox, l’interpretazione defeliciana del fascismo - peraltro disattenta alle questioni militari - esce a pezzi.Molti sono i meriti del volume. La ricapitolazione delle conoscenze dovute agli studi italiani, l’ampia aggiunta di documentazione sinora inedita, l’impostazione interforze (semmai, poco c’è sulla Milizia), la sicurezza nelle comparazioni delle vicende italiane con quelle delle democrazie o degli altri regimi totalitari, e soprattutto la quantità di informazioni ne fanno un libro importante non solo per la storia militare italiana ma per la storia del fascismo. Insomma, si tratta di un libro importante: ci sarà una casa editrice italiana disposta a tradurlo, nonostante la sua mole?


Nicola Labanca