SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Giorgio La Pira e il «piano latte». La funzione sociale della centrale

Letizia Pagliai

Firenze, Polistampa, 260 pp., € 18,00 2010

Né gli interventi dei governi liberali d'inizio '900, né la legislazione fascista erano riusciti a garantire il fabbisogno di latte dei centri urbani della penisola. Fatta eccezione per la Centrale del latte di Milano, inaugurata nel 1930, e su cui qualche anno fa si è soffermato Michele Granata (Municipio e mercato. La Centrale del latte a Milano, Milano, Skira, 2005), pochi erano gli esempi a cui guardare quando, nel secondo dopoguerra, quella alimentare divenne una delle emergenze di più difficile soluzione. Ben si capisce allora perché la gestione della produzione e della distribuzione del latte, in un'ottica di servizio pubblico, abbia rappresentato un argomento di primissimo ordine nelle agende dei più attenti amministratori locali. Essi dovettero infatti confrontarsi, da un lato, con l'urgente fabbisogno di un alimento dai numerosi riflessi positivi sul piano sia igienico-sanitario che sociale, e, dall'altro, con la sua facile deperibilità, che chiamava in causa nuove tecniche industriali relative al suo ciclo di raccolta, conservazione e distribuzione.Proprio in un simile contesto e servendosi di un ricco e variegato corredo documentario Letizia Pagliai inscrive le fasi di ideazione, messa a punto e realizzazione della Centrale del latte di Firenze per cui tanto si spese Giorgio La Pira, che nel 1951 divenne per la prima volta sindaco della città. Il suo ruolo fu fondamentale non solo per l'impegno profuso in questo progetto, che affrontò, del resto, senza sconfessare il lavoro già avviato dalle precedenti giunte di sinistra guidate da Pieraccini e Fabiani, ma anche per il network relazionale di cui disponeva. Per la realizzazione della Centrale, infatti, fu nodale il sostegno che La Pira ebbe da due figure a lui molto vicine: Lodovico Montini che, in qualità di presidente dell'Amministrazione per gli aiuti internazionali, canalizzò sul «piano latte» gli aiuti americani e Amintore Fanfani, che, alla guida del Ministero dell'Agricoltura e in qualità di alto commissario per l'alimentazione, promosse la distribuzione del latte sulla scia del Relief milk-distribution program statunitense.Al di là della attenta e articolata ricostruzione del caso in sé, questa ricerca lascia affiorare un aspetto molto interessate e che avrebbe meritato di essere maggiormente valorizzato: il rapporto tra la municipalizzazione dei servizi pubblici locali e il principio di sussidiarietà, nella sua declinazione orizzontale. Nel caso qui in esame tale principio, la cui origine è ascritta alla dottrina sociale cattolica, pare pienamente ispirare l'azione di La Pira che molto si adopera per dare alla Centrale un assetto societario a prevalente capitale privato. Nonostante nel 1964 una serie di difficoltà amministrative e procedurali imporranno all'amministrazione comunale di passare ad una società a prevalente capitale pubblico, è importante sottolineare come a Firenze in questi anni fosse stato prospettata e realizzata una gestione alternativa dei servizi locali molto prima che il principio di sussidiarietà trovasse pieno riconoscimento nel sistema amministrativo italiano con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001.


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