SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Valentino Bompiani. Il percorso di un editore ?artigiano?

Lodovica Braida (a cura di)

Milano, Sylvestre Bonnard, pp. 278, euro 22,00 2003

?Sceglieva illustrazioni fino a perlustrare personalmente i musei e le gallerie, scriveva ai direttori di sezione, ascoltava i nostri dubbi di ogni genere, incollava, ritagliava ??? era quindi quasi impossibile trovarlo nel suo ufficio. Ma lo seguiva sempre una tazzina di caffè.? In quest'immagine tracciata da Paolo De Benedetti in quel tipo di testimonianza che ogni biografato vorrebbe avere ? respiro empatico e dettaglio conclusivo ? sta gran parte di Valentino Bompiani editore e gran signore. Di quando l'editoria italiana era fatta di passioni e affondi assai più che di fogli elettronici. Bompiani fondò la sua casa editrice nel 1929 e la diresse sino alla cessione nel 1972. In quello stesso 1929 Angelo Rizzoli trasforma la sua tipografia in casa editrice, nel 1933 Giulio Einaudi fonda la sua, nel 1938 Aldo Garzanti rileva la Treves. Delle case editrici che avrebbero contrassegnato il Novecento italiano tra l'anteguerra e gli anni Sessanta solo la Mondadori era dunque precedente (e Bompiani aveva appreso i rudimenti del mestiere proprio da Arnoldo Mondadori). Se Alberto Cadioli ha coniato il paradigma di ?letterati editori? per definire il ruolo dirigente di intellettuali quali Giacomino Debenedetti e Italo Calvino nella realizzazione dei rispettivi progetti culturali, nel caso di Valentino Bompiani si può parlare di ?editore letterato? e non solo perché fu raffinato autore teatrale. Bompiani ha lasciato libri di memoria su sé stesso (Via privata, 1973; Dialoghi a distanza, 1986) e di profili di ?colleghi? (Il mestiere dell'editore, 1988). E che cos'è l'idea, germinata nel 1938 e realizzata tra il 1946 e il 1950, del Dizionario letterario delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature (alla fine 16 volumi) ? se non l'amorevole visione della ?stampa? come ?arca di Noè? rispetto a una perdizione sempre possibile? Il volume raccoglie gli atti della giornata di studi organizzata dal Dipartimento di scienze della storia e della documentazione storica dell'Università degli studi di Milano. Anche se negli ultimi quindici anni lo studio dell'editoria italiana ha prodotto validi allargamenti di conoscenza (elencati nella riedizione di Alberto Cadioli, Letterati editori, Milano, Net ? Il Saggiatore, 2003), difettano le ricostruzioni storiografiche delle maggiori industrie editoriali e di quelle minori ma culturalmente importanti. Marco Bologna ha inventariato e analizzato l'archivio personale di Valentino Bompiani, Giorgio Montecchi la sua collezione libraria, Anna Longoni ha riletto i quarantatré anni del catalogo Bompiani (e Francesca Caputo le collane per ragazzi). Dagli archivi, lettere e memorie dell'editore, Gianni Turchetta ha ricostruito come Alberto Moravia divenne un autore Bompiani; Giuseppe Zaccaria l'esemplare rapporto con Corrado Alvaro; Irene Piazzoni il Bompiani commediografo; Lodovica Braida il Bompiani memorialista. Manca purtroppo la relazione di Andrea Bonomi su Antonio Banfi e l'anticrociana collana di filosofia ?Idee Nuove?. Ma non manca nell'insieme l'atmosfera di una vicenda umana e culturale importante per le traduzioni degli americani e dei francesi e per il successo degli autori italiani a cavaliere del Novecento.


Emilio Renzi