SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Terra vista dall’alto. Breve storia della militarizzazione dello spazio,

Lorenza Sebesta, Filippo Pigliacelli

Roma, Carocci, 193 pp., euro 18,50 2008

Il libro è un’agile sintesi complessiva del ruolo dello spazio nella storia dell’umanità, teso a mostrare come esso rappresenti un esempio paradigmatico della trasformazione della scienza in strumento della politica internazionale nel corso del ’900. Tuttavia, va tenuto presente l’intento dichiarato dagli aa. - ovvero quello di fornire chiavi interpretative per comprendere le dinamiche strettamente contemporanee della militarizzazione dello spazio - se non si vuole restare delusi dal testo: infatti, non si troverà un compendio narrativo della storia dello spazio, ma una quantità di informazioni pensate, appunto, come strumenti di comprensione del presente. Tutto questo viene realizzato attraverso l’uso estensivo della letteratura disponibile sull’argomento, reperita in gran parte presso la Biblioteca dell’Esa a Parigi, costituendo così una bibliografia utilissima per chi volesse accingersi a degli approfondimenti.Il sistema di note impiegato è inusuale per un saggio italiano, nel senso che coniuga i rimandi interni tipici della letteratura scientifica anglosassone ad una serie di note vere e proprie in fondo al testo, che costituiscono un approfondimento o una piccola riflessione di quanto esposto. Malauguratamente la forma linguistica è un po’ discontinua, con un uso che pare eccessivo di termini inglesi anche quando esistono dei corrispettivi d’uso corrente in italiano e refusi minori. Ciò che lascia più perplessi è, però, il primo capitolo, una sorta di piccolo compendio di fisica che dovrebbe servire a comprendere meglio il resto del libro: dopo la lettura, resta l’impressione che sia o troppo o troppo poco. Ad esempio, se lo scopo è quello di mostrare che i satelliti soggiacciono alle stesse leggi che regolano i moti celesti, formule e glossari terminologici sono insufficienti per chi sia completamente a digiuno di queste cose (andrebbero spiegati tutti i concetti che vengono dati per scontati, come «rivoluzione», «momento» ecc.), oppure sostanzialmente superfluo per chi invece già sappia di che si parla.Detto questo, il libro resta pieno di suggestioni e di spunti intriganti quanto poco noti. Un esempio l’interesse di lunga data per lo spazio esistente in Russia, dal cosmismo di Konstantin Tsiolkovskij fra ’800 e ’900 allo sviluppo di risorse tecniche e umane di alta qualità nell’età sovietica, fra cui va annoverato lo sforzo per la conquista della Luna da parte dell’Urss su cui si sa ancora davvero troppo poco. Merita d’essere ricordata anche l’attenzione che si dedica ad un aspetto meno noto della distensione, ovvero il Trattato sullo spazio extratmosferico del 1967, che rappresentò una messa a frutto positiva dei precedenti sull’alto mare e l’Antartide da un lato, e della temporanea coincidenza d’interessi fra le superpotenze dall’alto. Infine, se il libro si concentra sulle dinamiche della militarizzazione della politica spaziale e sul saldarsi fra questa e le logiche commerciali, va sottolineato come si rintracci l’origine di questi processi nell’amministrazione Carter, a riprova di un rinnovato interesse per questa presidenza che sembra animare gli studi internazionalistici.


Mauro Elli