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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le radici della crisi. L'Italia tra gli anni Sessanta e Settanta

Luca Baldissara (a cura di)

Roma, Carocci, pp. 298, euro 20,10 2001

Prendendo le mosse da un convegno organizzato dall'Istituto Gramsci Emilia-Romagna nell'ottobre 1998, il libro ? come precisato nella breve sezione Cronaca di un percorso di lavoro ? non è una consueta pubblicazione di atti, ma un testo autonomo. Fornendo alcune chiavi interpretative del presente alla luce del passato, esso si apre con il saggio introduttivo del curatore, segmentandosi poi in tre parti: la prima, tesa a definire il concetto di crisi (contributi di Charles S. Maier, Riccardo Bellofiore, Domenico Preti, Mariuccia Salvati e Federico Romero); la seconda, dal taglio economico-finanziario (saggi di Giovanni Arrighi, Stefano Battilossi e Patrick McCarthy); la terza, con interventi di Robert Lumley e Giorgio Nebbia che focalizzano i movimenti sociali e politici del periodo considerato. Scostandosi dall'inclinazione nostrana a rivolgersi quasi esclusivamente alla dimensione politica nazionale (come rilevato da Mariuccia Salvati), il volume si muove pregevolmente lungo l'asse dell'analisi economico-sociale, in una prospettiva comparativa. Partendo dalla riflessione attorno alla categoria di ?crisi? ? con l'accostamento operato da Maier con gli anni trenta ? e inquadrando il contesto italiano entro i processi di globalizzazione, dalla lettura dei saggi è possibile ravvisare come le radici dell'odierna crisi del sistema politico-istituzionale italiano affondino negli anni sessanta e settanta e non ? come invece troppo spesso teorizzato ? nella fase di passaggio tra il crollo delle ?democrazie popolari? e la fine del sistema dei partiti della ?prima repubblica?. Proprio in quegli anni, a ridosso della recessione del 1974-75, sono rivoluzionati l'assetto socio-economico basato sul fordismo e il sistema finanziario fissato a Bretton Woods, caratterizzanti la prima fase dello sviluppo capitalistico nel secondo dopoguerra. Nel medesimo frangente, per ragioni endogene ed esogene, collassa il mito dell'Urss e degli altri paesi del ?socialismo reale?. L'elevata conflittualità sociale che caratterizza la stagione in oggetto è dunque correlabile alla fase di ristrutturazione del sistema economico e politico delle società occidentali. Avvertendo che è un libro che intende ?restituire complessità ai processi in corso? e ?a non assumere acriticamente i diversi topoi del senso comune sul Novecento? (p. 14), il contributo specifico del curatore (Le radici della crisi. Un'introduzione) si sofferma sulle interpretazioni e periodizzazioni della crisi in relazione alla storia d'Italia, entrando nel merito delle questioni sollevate dagli altri interventi e manifestando alcune perplessità a proposito dell'eccessiva rigidità di taluni canoni interpretativi. Come ad esempio l'accostamento di categorie quali fordista e taylorista, utilizzate per rappresentare le forme del sistema produttivo, e di keynesiano e socialdemocratico, adoperate nella definizione dell'intervento statale in materia politico-economica e sociale. Accostamento che ? come correttamente individuato ? rischia di contenere sotto un unico ombrello semantico fenomeni non sempre collimanti.


Eros Francescangeli