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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Oriente di Ancona. Storia della massoneria dorica (1815-1914)

Luca Guazzati

Ancona, Affinità elettive, pp. 327, euro 14,90 2002

La storia della massoneria italiana nel Settecento è entrata da molto tempo nell'ambito degli interessi della storiografia accademica e professionale (basti pensare ai lontani studi di Francovich per arrivare in anni più recenti a quelli di Ferrone, Giarrizzo, Cazzaniga, ecc.). Altrettanto non può dirsi per le vicende del sodalizio liberomuratorio nel secondo Ottocento e nel Novecento, sulle quali abbondano i lavori di storici non professionali, di pubblicisti e giornalisti, mossi spesso da intenti apologetici o denigratori, e comunque non in grado di sciogliere nodi storiografici o di vagliare le diverse ipotesi interpretative. Pur con questi limiti, alcuni lavori, specie se riferiti a realtà locali, hanno tuttavia il pregio di fornire una ricca documentazione inedita, di gettare luce su luoghi e personaggi poco conosciuti, di ricostruire in modo attento la storia politica di quel determinato contesto seguendo chiavi di lettura tradizionali. E' il caso del libro di Guazzati sulla massoneria anconetana nel periodo che va dal congresso di Vienna fino alla prima guerra mondiale, nella cui immediata vigilia la città dorica balzò all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale dapprima con il congresso del Partito socialista, che vide fra l'altro l'approvazione dell'ordine del giorno Zibordi-Mussolini, con il quale venne stabilita l'incompatibilità fra l'appartenenza al Psi e alla massoneria, quindi con i moti della ?Settimana rossa?. L'opera, fra l'altro, si avvale del contributo offerto da Vittorio Gnocchini, responsabile dell'archivio storico del Grande Oriente d'Italia, che è autore di due pregevoli inserti documentari: il primo descrive le principali vicende delle logge locali: nascita, scioglimenti, ricostituzioni, i nomi dei singoli membri e quelli dei dirigenti, la partecipazione alle assemblee dell'obbedienza e a talune cerimonie pubbliche, e così via; il secondo contiene i nomi di tutti gli affiliati alle logge cittadine e di tutti i massoni nati ad Ancona, ma appartenenti a logge di altre località fra gli anni Settanta-'80 dell'Ottocento e il 1923 (con l'indicazione della professione esercitata, dell'anno di nascita, dell'anno di affiliazione, ecc.). Si tratta, come è facile arguire, di una fonte di grande interesse, che potrebbe aprire piste di ricerca in almeno due direzioni: la prima volta a porre in evidenza la struttura generazionale degli aderenti alle logge e la loro condizione socio-professionale; l'altra tesa a ricostruire la presenza massonica nel tessuto sociale e produttivo cittadino e nelle istituzioni, non solo quelle politiche o amministrative, ma anche quelle economiche. Guazzati raccoglie queste sollecitazioni solo marginalmente, ma integra la sua ricerca con la pubblicazione di numerosi profili biografici dei personaggi più in vista della massoneria anconetana, da cui emergono con evidenza i forti intrecci delle logge con il mondo politico locale e soprattutto con gli ambienti repubblicani e radicali. In ultima analisi il volume ha dunque il pregio di offrire materiali interessanti per un approccio comparativo con altri contesti locali, nonché quello di rappresentare una valida base di partenza per chiunque voglia approfondire le indagini sulla storia sociale dell'organizzazione liberomuratoria marchigiana.


Fulvio Conti