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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La democrazia. Storia di un'ideologia

Luciano Canfora

Roma-Bari, Laterza, pp. VI-424, euro 20,00 2004

Il libro, benché faccia parte di una serie ?ufficiosa?, pubblicata da editori di cinque nazioni sotto la direzione di Le Goff, non delude le aspettative che il nome dell'autore genera: Canfora offre un eccellente repertorio della sua erudizione, unita a uno stile sapido, dando libero corso alla sua vena di polemista. In ogni caso, non di un manuale di storia dell'idea democratica si tratta, come il sottotitolo del resto rivela. Non è difficile cogliere il distacco critico dell'autore, lontanissimo dall'apologetica del sistema democratico. Si potrebbe, se mai, parlare di ?contromanuale?: non la descrizione delle tante formulazioni dell'idea democratica, ma piuttosto l'individuazione dei tanti inganni che dietro questa parola si celano. Saltando tra l'antico e il contemporaneo, ferreamente documentato sulle fonti, Canfora offre un percorso libero, ma collocato su una linea temporale che dall'antica Grecia giunge alla cosiddetta ?Costituzione europea?, nel cui Preambolo l'autore svela un pastrocchio di ignoranza e malafede. Di democrazia si parlò poco o nulla, dopo alcuni secoli in cui la parola troneggiò in Grecia (tutt'altro che una ?democrazia?): ma ebbe un significato spesso peggiorativo: dove c'è il demos, non ci può essere buon governo. Bisognerà aspettare la Rivoluzione del 1789, per rimettere in circolazione non la parola ?democrazia?, ma alcune idee, a cominciare da quella di ?eguaglianza?, che oggi identifichiamo come essenza della democrazia. E chi invece vuole vederla nella ?libertà? ? da Constant ai sedicenti liberali odierni, a cui Canfora non risparmia la sua deliziosa cicuta ? inganna o si inganna. Vi fu, d'altronde, un'epoca in cui ?liberale? era sinonimo di rivoluzionario; e Marx fu il primo a riconoscere i meriti della borghesia progressiva e del suo primo liberalismo. Sono molte, dunque, le ?leggende politiche? sfatate nel libro. Sottolineando il valore fondante per la contemporaneità di una data a cui non tutti gli storici annettono l'importanza che merita, il 1871, ossia la Comune, Canfora dissacra molti miti. Particolarmente efficaci alcune citazioni di Churchill, a cominciare da quella del 1901, in cui profetizzava la stagione delle ?guerre democratiche?: ?La democrazia è più vendicativa dei Gabinetti. Le guerre dei popoli saranno più terribili di quelle dei re? (p. 166). Era un'allusione all'era nuova: mobilitazione di masse, imperialismo, conflitto endemico che produceva ?grandi guerre?. E di pari passo le discussioni sulle forme della rappresentanza, il timore del socialismo e del comunismo; la teoria e la pratica della non cessione del potere alla sinistra, anche quando fosse andata al governo con mezzi legali. Usando con accortezza l'analogia, l'autore ci guida attraverso l'accidentato Novecento, tra bolscevismo, fascismo e liberalismo. Giungendo fino all'ultima guerra in Iraq, estremo, tragico disvelamento dell'ideologia democratica. O analizzando la falsa democrazia, per dirla con Robert Dahl, del ?nefasto sistema maggioritario? (p. 322). Un sistema che ancora Dahl ritiene adatto tutt'al più per le corse dei cavalli, ma che da noi ancora qualcuno si ostina a ritenere il non plus ultra della ?democrazia?.


Angelo d'Orsi