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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Ripensare la Patria Grande. Gli scritti di Amy Allemande Bernardy sulle migrazioni italiane (1900-1930)

Maddalena Tirabassi

Isernia, Iannone, pp. 310, euro 15,00 2005

?Malgrado il nome esotico ? scriveva Mario Gastaldi nel Panorama della letteratura femminile contemporanea del 1936 ? è una giovane valente scrittrice e giornalista italiana, nata a Firenze, una delle personalità della nostra letteratura muliebre più in vista?. La fama di Bernardy era legata alla sua opera nel settore dei resoconti di viaggio. Numerosi, in particolare, furono i suoi reportage dagli Stati Uniti e, fra questi, gli studi sulla nostra immigrazione. Già da studentessa universitaria aveva cominciato a viaggiare, convinta che valesse ?più una settimana di viaggio che una stagione di thés dansants o un anno di cinematografo quotidiano? (Paese che vai, Firenze, Le Monnier, 1923, p. 6). All'inizio del Novecento, visse a lungo negli Stati Uniti, insegnando e lavorando presso l'ambasciata italiana. Frequentò le Little Italy di molte città statunitensi. Verso il fenomeno della nostra immigrazione mostrò interesse e impegno, non privi di un certo paternalismo che non le impedì, però, di denunciare le carenze e la sostanziale indifferenza dei due governi verso le sofferenze dell'emigrare. I suoi scritti mostrano le capacità di osservazione e di scrittura, ma anche i limiti della sua visione elitaria e nazionalista: come notava Prezzolini, la sua opera descrive ?un tempo e una donna scrittrice, con le sue illusioni, e pur con le sue acutezze. Ma con le sue cecità?. Eppure, egli aggiungeva, ?fu uno dei pochi italiani e certamente la sola italiana di quel tempo che si accorse del fenomeno dell'emigrazione italiana...? («Il Tempo», 4 settembre 1960). Uno dei suoi obiettivi principali era quello di difendere l'?italianità? in America, sia che questa si presentasse sotto le misere spoglie delle masse degli immigrati, sia sotto quelle della politica estera italiana. Era conscia del fatto che lo sfondo su cui proiettare entrambi i fenomeni era quello dell'intrico di pregiudizi e stereotipi prodotti dai recenti, forti contatti tra le due culture, seguiti a un secolo di lontananza e ignoranza reciproca. Da questo punto di vista, l'emigrazione era da lei spesso considerata come ?una spina nel fianco dell'italianità?, cioè come un fenomeno da tutelare soprattutto per evitare che infangasse l'immagine dell'Italia nel mondo. Interessanti sono anche le sue descrizioni della prorompente società americana, di cui disapprovava non pochi aspetti, fra cui il ruolo pubblico e l'influenza sociale delle donne. Ciò non toglie che lei stessa costituisse un nuovo tipo di donna, più vicina ai modelli che si stavano affermando nei paesi occidentali più avanzati che a quelli della più tradizionale società italiana. Amy Bernardy era una cittadina del mondo, anche se appassionatamente nazionalista. Il volume di Tirabassi è composto da un'introduzione di una trentina di pagine e da una scelta di brani tratti dalle opere sull'emigrazione, illustrati e suddivisi per argomenti: il viaggio, le case, le donne e i bambini, la lingua, americanizzazione, rientri. Segue una nutrita bibliografia. Si tratta di un'opera utile per facilitare l'approccio a questa interessante figura di scrittrice, anche se non aggiunge molto a quanto già sapevamo sulla sua vita, opere e personalità.


Daniela Rossini