SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Comunisti e partigiani. Genova 1942-1945

Manlio Calegari

Milano, Selene Edizioni, pp. 545, euro 22,72 2001

La più recente produzione storiografica è stata notoriamente caratterizzata dallo spostamento dell'attenzione degli studiosi sulla dimensione sociale e culturale della guerra di liberazione. Nell'arricchito panorama degli studi l'accento si è quindi trasferito sui partigiani ?in carne e ossa?, sulla maturazione della scelta resistenziale, sulle aspettative e differenze sociali, culturali, politiche e di classe che attraversano, e condizionano, le fila del movimento resistenziale; sulla conflittualità interpartigiana; sui rapporti delle formazioni combattenti con le missioni dell'esercito alleato e con le comunità locali. Tale ampliamento dei criteri analitici e degli obiettivi della ricerca ha comportato un più approfondito scavo documentario, spesso non agevolato dalle istituzioni archivistiche, e l'utilizzo più sistematico, anche se tardivo e non ancora sfruttato in tutte le sue potenzialità, ad una diversificata tipologia di fonti, in particolare quelle orali, rimaste a lungo estranee, quando non guardate con sospetto dalla tradizione accademica. Di questa corrente storiografica robustamente innovativa è pienamente partecipe il lavoro di Manlio Calegari, ricercatore presso il Centro di studio sulla Storia della tecnica del Cnr. Il libro, articolato in dieci densi capitoli, si propone di rileggere i rapporti tra il partito comunista e il movimento partigiano che si sviluppa nell'entroterra di Genova e culmina nella liberazione del capoluogo, avvenuta in anticipo rispetto all'arrivo degli Alleati. La narrazione dell'autore prende le mosse dalla riorganizzazione delle fila dei comunisti genovesi, realizzata tra gli inizi del 1942 e i 45 giorni badogliani, momento in cui, proveniente dalle galere o dal confino, arriva in città una nuova e agguerrita compagine dirigenziale che, con un processo segnato da dolorosi risvolti umani, sostituisce la vecchia. Le vicende del partito si intersecano con quelle del movimento partigiano del circondario cittadino, con riferimento specifico alla banda di Cichero. Dall'estate del 1944, questa località dell'entroterra diviene, sotto l'egida del comandante ?Bisagno?, il centro più attivo del movimento partigiano del genovesato, di cui solo parzialmente, e a prezzo di scontri rabbiosi che rischiano di sfociare in uno spargimento di sangue, i comunisti riescono ad ottenere il controllo. Le dinamiche di questi eventi sono ricostruite grazie ad una approfondita conoscenza della storiografia precedente e ad una attenta ricognizione delle fonti scritte ? si tratta sia di materiale documentario, conservato negli archivi nazionali e stranieri, che di testi memorialistici ? che vengono intelligentemente intrecciate con le testimonianze orali dei protagonisti, tanto i comandanti che i gregari. È proprio il ricorso sistematico a queste ultime, in buona parte raccolte personalmente dall'autore nelldi un lavoro durato molti anni, a rappresentare il carattere di maggiore novità del lavoro che si conclude con una lunga Postfazione metodologica in cui Calegari dà conto dei criteri e delle accortezze necessarie all'impiego storiografico di questa tipologia di fonti.


M. Elisabetta Tonizzi