SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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At the Margins of Conflict. Social perspective on Arabs and Jews in British Palestine (1922-1948)

Marcella Simoni

Venezia, Cafoscarina, 187 pp., € 12,00 2010

Il volume di Marcella Simoni offre un nuovo importante contributo al dibattito storiografico sulla Palestina mandataria (1922-1948), il periodo cioè dell'amministrazione civile britannica, nel quale vanno ricercate le origini del conflitto palestino-isreaeliano. Lo studio presenta una forte originalità metodologica, utilizzando in maniera complementare due diversi approcci: da un lato il paradigma del dual colonialism, che considera la Palestina come una colonia sia della Gran Bretagna che del movimento sionista e si concentra sulle relazioni tra questo e l'amministrazione britannica; dall'altro, le categorie della relational history che pone al centro dell'analisi le relazioni tra i tre gruppi (i colonizzatori, gli arabi palestinesi e gli ebrei sionisti). In questo modo Marcella Simoni supera il limite del primo approccio che relega i «Palestinian Arabs to the role of passive victims of western colonialism» (p. 16) per riportarli invece a una posizione di protagonismo attivo.La prospettiva del volume è quella della storia sociale, analizzata attraverso categorie di attori considerati marginali come ad esempio le donne e i minori. Il volume è organizzato non cronologicamente ma per nuclei tematici. Il primo capitolo discute il ruolo delle missioni anglicane che operarono a stretto contatto con l'amministrazione britannica e a differenza di quest'ultima cercarono di sviluppare un progetto di educazione comune per arabi ed ebrei. Tuttavia, le missioni anglicane, concentrandosi sull'istruzione superiore, formarono un'élite palestinese sensibile alla cultura occidentale, ma non aiutarono la causa nazionale araba. Dall'altro lato ebbero scarsa incidenza tra la popolazione ebraica che sviluppò proprie strutture di assistenza, le quali portarono avanti il progetto di uno Stato ebraico. Nel secondo e terzo capitolo, analizzando l'associazionismo femminile e i matrimoni tra minori, l'a. dimostra come nella Palestina mandataria i processi di costruzione identitaria della Jewish National Home si svilupparono attraverso quello che definisce «Jewish Orientalism», dove «each population group had its own ‘Other'» (p. 53).I capitoli quarto e quinto discutono il ruolo dei giovani nel periodo in questione, analizzando le organizzazioni giovanili e la questione della delinquenza giovanile. Anche lo scoutismo, che, attraverso la condivisione dei valori dell'associazione avrebbe dovuto unire arabi ed ebrei, si sviluppò separatamente. L'ultimo capitolo è dedicato al tema della povertà e sono esaminate le connessioni con la questione della cittadinanza. Senza dubbio il volume di Marcella Simoni, che si basa su un ampia documentazione inedita proveniente da una decina di differenti archivi, si propone come un imprescindibile punto di riferimento per ulteriori studi di storia sociale sulla Palestina mandataria. Inoltre, lo stile chiaro e scorrevole rende il volume accessibile anche ai lettori non specialisti.


Anna Baldinetti