SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Età del Vespro Siciliano nella storiografia tedesca (dal XIX secolo ai nostri giorni)

Marco Leonardi

Firenze, Olschki, 148 pp., Euro 22,00 2011

In una prospettiva di storia della storiografia il libro si sofferma sulla ricezione dell'età del Vespro Siciliano da parte degli storici tedeschi a partire dalla metà dell'800 ai giorni nostri. Ampliando il quadro della ricerca italiana degli ultimi decenni, Marco Leonardi spiega come l'interpretazione degli eventi storici, avvenuti nell'Italia meridionale e nel bacino mediterraneo tra la metà del secolo XIII e il primo decennio del secolo XIV, sia stata data in funzione del processo di nation building tedesco ossia dei mutamenti politico-sociali svoltisi in Germania nel corso degli ultimi due secoli.Frutto di un dottorato di ricerca conseguito nel 2006 presso l'Università di Catania, ma anche di varie collaborazioni dell'a. con le Università di Friburgo e Monaco, la monografia analizza il contesto interpretativo della medievistica tedesca lungo una struttura argomentativa di cinque capitoli principali. Partendo dal mito dell'ultimo sovrano svevo Corradino, il libro ricostruisce in primo luogo le riletture critiche dei prodromi del Vespro a partire da Wolfgang Jäger e destinate, soprattutto con l'avvento della storiografia moderna nel corso del secolo XIX, a diventare parte integrante della memoria storico-culturale della nazione tedesca (cap. I). Successivamente l'a. ricostruisce la rigorosa indagine documentaria sulle figure più rilevanti dell'età del Vespro, con la quale Heinrich Finke, storico d'ispirazione cattolica e presidente della Görres-Gesellschaft, gettò le basi per una revisione critica di quell'epoca, che si rivolse contro le vecchie letture nazional-ideologiche e fu poi portata avanti dalla «Finke-Schule» fino a influenzare la ricerca medievistica ancora nella seconda metà del XX secolo (cap. II-III). Inoltre, una vera e propria «scuola» nacque anche attorno alla storiografia nazional-protestante di Karl Ludwig Hampe, il quale, formatosi nell'ambito dei Monumenta GermaniaeHistorica(MGH), attribuì la caduta del dominio svevo nell'Italia meridionale alle rivendicazioni di potere della Chiesa (cap. IV). Infine, sotto il trauma causato da nazionalsocialismo, guerra e Olocausto, la storia del dominio svevo nell'Italia meridionale si trasformò, dalla sua funzione originaria di meta del desiderio nazionale, in un oggetto di revisione critica iniziata negli anni '50 del ‘900 dai MGH di Monaco e dal DeutschesHistorischesInstitut di Roma, e in seguito portata avanti, nel senso di una europeizzazione e internazionalizzazione degli approcci metodologici e dei contenuti, da una nuova generazione di medievisti tedeschi (fra cui Peter Herde e Andreas Kiesewetter). Tale prospettiva è stata alla base di una serie di grandi mostre sugli Svevi allestite in Germania tra il 1977 e il 2011 (cap. V).Anche se dopo questo percorso complesso il lettore sente la mancanza di una sintesi conclusiva, l'opera integra senza dubbio il quadro della ricerca sulla lettura storiografica dell'età del Vespro Siciliano di una linea interpretativa tedesca finora trascurata, mettendo nello stesso tempo in evidenza lo stretto legame tra la storia della storiografia e la storia della cultura (politica).


Werner Daum