SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le Spagne degli italiani

Marco Mugnaini

Milano, Giuffrè Editore, pp. 125, euro 11,00 2002

Marco Mugnaini, studioso di relazioni internazionali ed esperto di politica estera spagnola, ripercorre in questo suo ultimo libro gli snodi fondamentali delle relazioni italo-spagnole del XX secolo. Lo studio, ricco di citazioni di fonti diplomatiche, condotto parallelamente dal punto di vista spagnolo e italiano, è inserito all'interno della più ampia cornice dei mutamenti delle relazioni internazionali verificatisi come conseguenza di tre grandi eventi periodizzanti della storia del Novecento: la crisi di fine secolo, il debole equilibrio determinatosi nel periodo tra le due guerre e l'assetto successivo alla divisione bipolare. Per quanto riguarda il primo snodo la sconfitta di Adua e il ?Desastre? del 1898 vengono identificati come i punti di svolta del ridimensionamento delle mire espansionistiche italiane e spagnole, da allora in poi, indirizzate verso il mantenimento dell'equilibrio euro-mediterraneo. Una volta centrata l'importanza di quest'ultimo, passando al periodo tra le due guerre e guardando al versante africano, l'autore dimostra come la conquista del protettorato su Tangeri sia diventata, a livello europeo, il simbolo dello status di grande potenza in quell'area. La delusione, suscitata dalla marginalità delle ?sorelle latine?, rispetto alla centralità di Gran Bretagna e Francia, garanti dell'equilibrio postbellico, viene considerata come il punto di partenza dell'avvicinamento realizzatosi tra Mussolini e Primo de Rivera, che porterà poi alla firma degli accordi italo-spagnoli del 1926. Nonostante le modifiche, nel 1928, dello statuto sul protettorato di Tangeri, che determinarono un aumento dell'influenza spagnola e l'inserimento dell'Italia nell'amministrazione internazionale della città, emerge come tutto ciò non sia riuscito a modificare il baricentro degli equilibri nel Mediterraneo, che continuò a ruotare intorno all'asse anglo-francese. Spostandosi da un'ottica storica ad una storiografica, Mugnaini sottolinea come da un punto di vista metodologico la Spagna, nel nostro paese, non sia mai stata indagata come un ?case study? a sé stante. Basti citare al riguardo gli studi italiani sulla guerra civile e quelli comparativi realizzati intorno al tema del miracolo economico degli anni Cinquanta. I primi, secondo l'autore, concentrandosi sui riflessi interni della partecipazione italiana nel bando nazionalista o in quello repubblicano sono stati utilizzati per scopi revisionisti, gli altri, hanno invece risentito del mancato approfondimento dei diversi contesti storico-politici dei due paesi. Per quanto riguarda il terzo snodo, concentrandosi interamente sulla Spagna, dopo aver sottolineato l'influenza dello scoppio della Guerra Fredda sul mantenimento del regime franchista, l'autore dedica ampio spazio alla politica estera durante la transizione democratica. Dopo aver fatto il punto sugli studi finora realizzati, condividendo il recente indirizzo di storici spagnoli come Tusell, Avilés e Pardo, Mugnaini invita gli addetti ai lavori di entrambi i paesi a concentrarsi con più attenzione su questo aspetto, che sempre più dopo ?l'89? sembra configurarsi come una nuova meta della storiografia.


Maria Elena Cavallaro