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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Figlie d'Italia. Poetesse patriote nel Risorgimento (1821-1861)

Maria Teresa Mori, con prefazione di Simonetta Soldani

Roma, Carocci, 199 pp., Euro 18,90 2011

Attraverso un libro dalla scrittura elegante e avvincente, oltre che rigoroso nel metodo e nell'ampia ricognizione di fonti e bibliografia, l'a. offre un significativo contributo alla storia delle pratiche socio-culturali nel Risorgimento e del ruolo svoltovi dalle donne. La scrittura poetica femminile che si sviluppa dal 1821 alla proclamazione dello Stato unitario è attraversata dai grandi temi pubblici del tempo: il riscatto dei popoli, l'amore per la patria, l'apparato «canonico» di icone (tiranni, esuli, eroi). Né le poetesse indietreggiano di fronte al tema della violenza, elaborata e legittimata attraverso le figure della crociata e del bagno di sangue catartico. Alle figure bibliche, storiche o mitologiche si accostano quelle carismatiche di contemporanei quali Pio IX, Vittorio Emanuele II, Garibaldi. Sono poesie che vedono la luce spesso in contesti poco inclini a dar valore alla cultura femminile, nei limitati spazi di tempo consentiti dal ruolo domestico - emblematico il caso della napoletana Giuseppina Guacci. Sono altresì il frutto di un severo disciplinamento linguistico e letterario, alla scuola di maestri più o meno prestigiosi, non di rado incoraggiato da famiglie orgogliose delle proprie fanciulle-prodigio, come le improvvisatrici che si esibiscono nei teatri e nelle accademie. Come il melodramma, il teatro, la narrativa, questa poesia si fa veicolo di un immaginario patriottico intessuto di simboli, miti, metafore familiari. Dalla Sicilia all'estremo Nord, diviene una forma di partecipazione femminile accettata e incoraggiata dal movimento patriottico, più di altre che prospettano destabilizzanti incursioni negli ambiti maschili. Se i modelli di patriottismo femminile che emergono da queste scritture sono molteplici - dalle fanciulle guerriere della Guacci e di Onestina Ricotti alle madri «spartane» di Laura Solera e Caterina Ferrucci - il modello del sacrificio e della virtù femminile finisce per prevalere, soffocando le aspirazioni all'individualità. Tanto più appaiono interessanti le voci minoritarie che si distaccano dalla retorica del sacrificio: quella, ad esempio, della siciliana Giuseppina Turrisi quando esorta le donne all'impegno letterario e prospetta la parità tra i sessi; quelle che lasciano trapelare contraddizioni e inquietudini nelle relazioni di genere che la retorica patriottica maschera, ma che emergono già dagli epistolari risorgimentali per poi divenire oggetto di tanta narrativa postunitaria. L'a. analizza anche le forme di diffusione della poesia patriottica femminile: dai fogli volanti, diffusi fin sulle barricate nel 1848, alla pubblicazione su riviste, alla recitazione in teatri, salotti, accademie, alla elaborazione musicale. La pubblicazione di un'intera raccolta di poesie rappresenta una meta ambita, che vede le autrici confrontarsi con il mercato, contrattare i propri compensi, curare la circolazione dei volumi; e ci rimanda ai networks delle poetesse: ai letterati illustri che introducono le raccolte, agli amici dai nomi prestigiosi che mediano i contatti con gli editori e favoriscono la circolazione delle raccolte.


Laura Guidi