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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La frontiera nord-occidentale dall'Unità alla Grande guerra (1861-1915). Piani e studi operativi italiani verso la Francia durante la Triplice Alleanza

Mariano Gabriele

Roma, Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito, pp. 560, euro 20,00 2005

Analisi dettagliata e molto ben documentata questa di Mariano Gabriele, che in parte riprende, concentrando il campo d'indagine ed estendendo i riferimenti documentari, il suo lontano lavoro su Le convenzioni navali della Triplice (Roma 1969). L'impianto del volume è rigorosamente cronologico: i primi due capitoli sono dedicati al ventennio che precede il trattato e si concentrano, in particolare, sull'analisi dei lavori della Commissione per la difesa permanente del Regno ? istituita nel gennaio 1862 e le cui conclusioni furono presentate nell'agosto 1871 ? e della Commissione per lo studio della difesa dello Stato, in cui si riunì nel 1880 il Comitato di stato maggiore generale istituito con la riforma Ricotti del settembre 1873. I cinque capitoli successivi corrispondono alle tappe della Triplice Alleanza: dalla stipula del maggio 1882 fino alla denuncia del maggio 1915, attraverso i diversi accordi e rinnovi. Al centro dell'analisi ci sono ancora i lavori delle Commissioni di studio e, poi, i piani di fortificazione, le manovre navali, la convenzione militare del 1888, le spese militari, i movimenti delle truppe, inseriti nel contesto delle vicende di politica estera e coloniale. La ricerca è in gran parte basata sulle carte conservate presso l'Archivio dell'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'esercito, ma diversa documentazione proviene anche dall'Archivio dell'Ufficio storico della Marina militare e dagli archivi di Château de Vincennes, a Parigi, dove sono conservate le carte della Armée de Terre e della Marine nationale. In linea con i tradizionali studi dell'autore, l'attenzione è prevalentemente rivolta agli elementi militari delle strategie difensiva e offensiva relative alla frontiera occidentale, tuttavia l'analisi della ricca documentazione di fonte militare (gli studi tecnici, i verbali e le deliberazioni delle Commissioni di difesa; i piani, le comunicazioni, le istruzioni, i rapporti confidenziali, le memorie, le relazioni degli addetti militari, ecc.), integrata da un esame degli atti di governo e del dibattito parlamentare, contribuisce a offrire un interessante quadro di storia della diplomazia italiana, vista attraverso la lente delle strategie militari. Emerge così la storia del profondo antagonismo che per oltre un trentennio caratterizza i rapporti italo-francesi; un'ostilità che trova motivazioni nella competizione per il controllo del Mediterraneo e il cui grado di aggressività non segue sempre le vicende della politica estera nazionale, evidenziando talvolta un'assenza di coordinamento tra gli ambienti militari e quelli politici. Il volume contiene una corposa appendice di documenti che copre però soltanto gli anni dal 1860 al 1897 (pp. 343-514) e una piccola raccolta di riproduzioni fotografiche e documentarie (pp. 525-547), oltre alla bibliografia e all'indispensabile indice dei nomi.


Giancarlo Monina