SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il paradosso nucleare. Il Limited Test Ban Treaty come primo passo verso la distensione

Marilena Gala

Firenze, Edizioni Polistampa, pp. 348, euro 19,00 2002

Analizzare storicamente la ?questione nucleare? comporta la necessità di muoversi trasversalmente su più terreni (politico, diplomatico e strategico-militare) e di confrontarsi con i paradossi connessi alla logica della deterrenza. Il libro è dedicato ad un passaggio centrale (anche se poco studiato) di questa vicenda: la firma del Limited Test Ban Treaty (LTBT), del 5 agosto 1963. Con questo accordo, Washington, Mosca e Londra si impegnavano a proibire qualsiasi sperimentazione di armamenti nucleari nell'atmosfera e sott'acqua. Ciò significava porre un limite ai test più pericolosi (in termini di radioattività), anche se si permetteva la continuazione di quelli sotterranei. Visto dalle aspiranti potenze nucleari come un tentativo di congelamento del ?duopolio atomico?, il LTBT sanciva un importante risultato, dopo una stagione che aveva segnato un vero e proprio picco di crisi del sistema bipolare, culminato nella rottura della moratoria nucleare e soprattutto nella ?doppia crisi? di Berlino e Cuba. Il volume, muovendosi in un rapporto dialettico tra una prospettiva di lungo periodo (il passaggio dalla stagione del roll back a quella della distensione) e i fatti intercorsi nel cruciale biennio 1962-63, ricostruisce dettagliatamente il percorso politico e diplomatico che ha permesso di giungere al LTBT, evidenziando speranze e aspettative da un lato, resistenze e difficoltà dall'altro. Utilizzando una curiosa scelta retrospettiva, l'autrice parte proprio dalla firma degli accordi per analizzare poi ?specularmente? i modi in cui le trattative erano andate maturando sui due fronti: dalle prime aperture sul tema del disarmo, per arrivare alla svolta dell'estate 1962, con i lavori dell'Eighteen-Nation Disarmament Committee. Dallo studio della Gala emerge il peso che la questione nucleare rivestì nel processo di costruzione di un dialogo tra l'amministrazione Kennedy (favorevole ad un approccio graduale alle trattative) e il Cremlino, dove Chru??ëv appariva impegnato in un'operazione di emancipazione dal dogma dell'inevitabilità dello scontro armato. Si evidenzia quindi l'evoluzione di un ?interesse condiviso? tra le parti verso l'ineluttabilità di una soluzione negoziale. Lo spirito di ?tacita intesa? che sembrò animare le trattative preliminari al LTBT è un evidente segnale in tal senso, anche se in un'analisi basata principalmente su fonti diplomatiche rischia di restare un po' troppo sullo sfondo il ruolo svolto dall'opinione pubblica nel biennio 1962-1963. L'autrice ricostruisce infine con ricchezza di particolari e attraverso l'utilizzo di numerose fonti inedite (dai National Security Archives alle carte Harriman), le modalità con cui le trattative influirono sui processi di ridefinizione degli equilibri interni ai due blocchi, sia in termini di revisione di strategie (il progetto di ?nuclearizzazione? della NATO, attraverso la Multilateral Force) che di rapporti politici (le tendenze centrifughe della Francia e l'evoluzione dei rapporti Mosca-Pechino), in una fase storica che avrebbe fatto da preludio alla stagione della proliferazione nucleare.


Massimo De Giuseppe