SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La memoria e l'immagine. Ericsson e la storia delle telecomunicazioni in Italia

Marino Marin

Milano, Guerini e Associati, pp. 175, euro 12,00 2004

Alla storiografia italiana manca ancora una storia delle telecomunicazioni di ampio respiro, che invece in altri paesi, come la Francia grazie a Griset, o su scala internazionale con il contributo di Headrick, si è cominciata a sviluppare a ottimi livelli storiografici. Nella materia, nel nostro paese si sono avventurati finora in pochi, pure conseguendo buoni risultati, come quelli ottenuti da Peppino Ortoleva per esempio, ma evidentemente non ancora sufficienti per dare corpo ad un tema che invece riveste un rilievo notevole. Esistono attualmente studi di taglio divulgativo, alcune ricerche locali e qualche tentativo di raccogliere le membra sparse di un settore ancora poco esplorato. Non è possibile dunque parlare al momento di un vero filone di studi, né all'orizzonte sono in vista progetti complessivi. Poco su questo versante, a dire la verità, si sono impegnate anche le imprese che gestiscono oggi il settore. Di specialisti non ce ne sono molti ? sono sicuramente più numerosi all'estero ? e le aziende coinvolte sono sembrate finora più propense al confezionamento di prodotti di divulgazione, come quello di cui si tratta in questa circostanza, che non al lancio di veri progetti scientifici. L'emancipazione della storia d'impresa in Italia da questo approccio è ormai cosa nota; i risultati lo confermano abbondantemente. Questo volume di Marino Marin, responsabile della comunicazione e dell'immagine di Ericsson Telecomunicazioni, si colloca nel solco delle pubblicazioni agiografico-celebrative, utili in termini di mole di informazioni offerte per la ricostruzione del settore e dell'impresa di cui si tratta, ma ancora lontane da una vera storia delle telecomunicazioni affrontata con spessore scientifico. Condotta sul filo della memoria e intrecciata ad un piano quasi narrativo, con il contributo decisivo di una serie di interviste che spostano l'interesse sulle vicende umane piuttosto che su quelle economico-tecnologiche, la presenza della Ericsson in Italia rappresenta un capitolo di grande rilevanza, capace anche di lasciare una traccia nell'ambito della storia d'impresa e della tecnologia. Corredato da interessanti fotografie, ma privo di note e di bibliografia, che invece non avrebbero stonato, il volume rappresenta una lettura gradevole, non pretendendo di porsi come pietra miliare nello studio di un settore fra i più convincenti al giorno d'oggi. In pratica il volume è un'occasione perduta, che non si ripeterà facilmente e che purtoppo lascia ben poco nelle mani degli studiosi. La stoffa all'azienda non manca: a questo punto è auspicabile che il prossimo passo sia indirizzato verso un impegno scientifico di ben altra portata.


Andrea Giuntini