SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il timbro e la penna. La «nazione» degli impiegati postali nella prima metà del Novecento,

Mario Coglitore

Milano, Guerini e Associati, 355 pp., euro 28,00 2008

Una storia sociale di un corpo burocratico tecnico. Già nel 1999 Guido Melis aveva posto l’esigenza di analizzare, oltre alla figura del pubblico impiegato investito di funzioni amministrative «classiche», il campo fino ad allora ignoto dell’impiego nelle amministrazioni tecniche, come i Lavori pubblici, la statistica, le sovrintendenze alle Belle Arti, le direzioni generali della Sanità, della Pubblica sicurezza ecc. (Guido Melis, Introduzione, in Angelo Varni, Guido Melis (a cura di), Burocrazie non burocratiche, Torino, Rosenberg & Sellier, 1999, p. 7). Ora Mario Coglitore offre una convincente ricostruzione della biografia di un corpo amministrativo poco conosciuto: la burocrazia delle Poste e telegrafi a livello periferico.Il Ministero delle Poste e telegrafi, istituito nel 1889, costituisce un esempio interessante di amministrazione sia tecnica (l’utilizzo del telegrafo), sia con una forte diffusione territoriale (l’ufficio postale in ogni comune). E, infatti, il volume si concentra su due realtà periferiche abbastanza importanti (Torino e Venezia), tentando di enuclearne differenze e similitudini.Partendo dal generale al particolare, vengono dapprima descritte le vicende dell’amministrazione italiana nei primi cinquanta anni del ’900, soffermandosi soprattutto sul cruciale passaggio dal periodo giolittiano al fascismo e dedicando ampio spazio al controverso rapporto della burocrazia con il regime. Ma presto l’analisi si spinge più a fondo, dando voce, attraverso uno spoglio accurato dei materiali d’archivio, in primo luogo dei fascicoli personali, ai protagonisti. Qui i piccoli impiegati dei due uffici presi in considerazione sembrano raccontare direttamente la propria, a volte triste, storia. Da notare, inoltre, lo sforzo di non concentrarsi - come è avvenuto da parte della più recente storiografia amministrativa - sulle biografie delle élites burocratiche o dei grand commis dello Stato; qui l’oggetto (o il soggetto) è per lo più il travet, la «bassa» forza dell’amministrazione.Coglitore sviluppa il proprio studio lungo tre linee direttrici: la ricostruzione del quadro sociologico e ideologico della burocrazia, con attenzione ad alcune biografie esemplari; la questione delle donne nell’amministrazione; infine, la cultura della piccola borghesia; un breve «intermezzo» è poi dedicato alla letteratura che descrive il mondo degli impiegati pubblici. Ne emerge un quadro ricco e pieno di spunti, in cui forse le differenze locali non appaiono poi così rilevanti. Ciò che colpisce (ma in generale è un dato costante dell’amministrazione italiana) è la comune appartenenza alla «nazione» postale - come la definisce l’a. - di cui, nonostante le frustrazioni e il disincanto, quella generazione di impiegati restava convinta.


Antonella Meniconi