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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Primo Mazzolari e «Adesso» 1949-1951. Un prete e un giornale che cambiarono l'Italia

Mario Pancera

Padova, Messaggero, pp. 319, euro 13,00 2005

«Adesso», quindicinale fondato da don Primo Mazzolari nel 1949, mentre era parroco a Bozzolo, in provincia di Mantova, viene chiuso, tra polemiche e difficoltà, per la prima volta nel marzo 1951. È di questi primi due anni di attività che tratta il volume di Pancera. Il periodico, giudicato con sospetto fin dal suo apparire, riprenderà a uscire alla fine dello stesso anno per terminare definitivamente nel 1962. «Adesso», integralmente ripubblicato dalle Edizioni Dehoniane, è stato oggetto di non pochi studi a partire dalla fine degli anni Sessanta fino ad anni recenti. Mario Pancera ripercorre, in brevi capitoletti, le questioni su cui Mazzolari sofferma la propria attenzione. Si tratta perciò quasi di una rassegna degli articoli di «Adesso», il cui testo viene spesso riproposto attraverso lunghe citazioni. Ciò permette di addentrarsi tra i pensieri del prete lombardo, di riconoscerne il linguaggio e la sensibilità, seguendo un filo rosso che percorre tutte le sue pagine: il tema della rivoluzione cristiana. Sia che si parli della situazione politica italiana, dei rapporti tra cattolicesimo e socialismo, sia che si parli di pace tra i popoli, di impegno per i poveri, di battaglie sindacali o di altro ancora, ciò che affiora costantemente è la sofferta tensione verso il rinnovamento del cristianesimo. Senza «Adesso», Mazzolari, in quegli anni, non avrebbe trovato altro luogo dove esprimere altrettanto liberamente le proprie opinioni. Vengono sottolineate a più riprese le relazioni epistolari e gli scambi di vedute con don Zeno Saltini, don Lorenzo Milani e tante personalità che collaborarono con «Adesso». L'autore evidenzia inoltre come il giornale non trascurasse la dimensione mondiale ma, al contrario, dedicasse uno spazio non esiguo a questioni di respiro internazionale, connesse ? come è ovvio ? alle conseguenze della seconda guerra mondiale e alle nuove tensioni della guerra fredda. Il quadro che ne emerge è quello, già ampiamente noto, di un Mazzolari intellettuale cristiano stretto tra le contraddizioni del suo tempo e prete cattolico che si muove tra concretezza e poesia, tra obbedienza e profezia. Mario Pancera, giornalista cattolico, originario proprio di Bozzolo, fu egli stesso collaboratore di «Adesso» dal 1951 al 1962. La visione che offre è dunque quella non dello storico ma del giornalista e, prima di tutto, del testimone che visse una grande ammirazione per la figura di don Primo Mazzolari.


Elisa Giunipero