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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La scienza economica in parlamento 1861-1922. Una storia dell'economia politica nell'Italia liberale

Massimo M. Augello e Marco E.L. Guidi

vol. I, Milano, Franco Angeli, pp. 620, euro 28,50 2002

Gli studiosi dell'età liberale conoscono il ruolo fondamentale svolto nel dibattito pubblicistico e in quello politico-parlamentare dalle tematiche economiche. Per decenni le classi dirigenti italiane furono impegnate nella progettazione delle grandi scelte necessarie ad affrontare i problemi di un paese fortemente arretrato. Questo sforzo impegnò direttamente la comunità degli economisti, dentro la quale trovarono collocazione studiosi inseriti nel mondo accademico ma anche personalità esterne ad esso, molte delle quali ottennero un seggio in Parlamento e/o importanti incarichi di governo. Terza tappa di una ricerca quasi ventennale che lo stesso gruppo di ricerca aveva in precedenza dedicato alle riviste di economia in Italia (1996) e all'associazionismo economico (2000), questo volume propone una riflessione sul significato del rapporto Parlamento-scienza economica secondo due angolature: una orientata alla ricostruzione dei dibattiti economici parlamentari, cui è dedicato questo primo tomo, l'altra all'esperienza di circa trenta economisti accademici che fecero parte delle due Camere tra l'unificazione e il fascismo cui è invece dedicato il secondo tomo (uscito nel 2003). Il risultato è di grande interesse perché viene a colmare una grave lacuna nella nostra storiografia, e soprattutto di grande utilità per la massa di dati che propone e per la rilevanza delle questioni affrontate nei dibattiti parlamentari che vengono qui puntualmente ricostruiti. Il volume è diviso in tre sezioni, precedute da un saggio introduttivo dei curatori che inquadra i problemi metodologici affrontati nel corso della ricerca e illustra la tesi portante dell'intera opera: è esistita un'economia politica dell'Italia liberale ed essa ha concorso in modo qualificante alla costruzione dello Stato unitario e alla formazione della nazione italiana. Ciascuna delle tre sezioni si apre con una breve introduzione. La prima è dedicata al tema Sviluppo economico e impresa pubblica e ospita contributi dedicati alla questione ferroviaria, al dibattito sulle municipalizzazioni dei servizi, allo scandalo della Banca Romana, al negoziato per la nascita dell'Unione Monetaria Latina, al dibattito sul protezionismo, alle discussioni parlamentari sui temi dell'istruzione e dell'insegnamento tecnico. La seconda si intitola Finanza e amministrazione. Molti i temi affrontati anche in questo caso: la riforma degli enti locali, la questione della proprietà intellettuale, il dibattito sulle spese militari e sulle spese di guerra, la disciplina sulle società anonime, la contabilità dello Stato. La terza è dedicata a Questione meridionale e questione agraria, comprende saggi incentrati sui seguenti temi: la questione meridionale come questione morale, questione meridionale e politiche protezionistiche, la legge per Napoli, emigrazione, questione agraria e questione industriale nel pensiero di Nitti, l'inchiesta agraria Jacini, la vendita dei beni demaniali, la legislazione forestale. Qualche lieve lacuna bibliografica riscontrabile qua e là nei vari saggi, non inficia il risultato finale di un'opera di notevole rilievo per la storia dell'Italia liberale.


Renato Camurri