SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L’India contemporanea. Dall’Indipendenza all’era della globalizzazione

Matilde Adduci

Roma, Carocci, 138 pp., euro 15,50 2009

Nel quadro di una crescente attenzione, in Italia, all’India e alla sua ascesa economica, il lavoro di Adduci rappresenta un’analisi sistematica e precisa delle politiche che hanno portato alla ristrutturazione dell’economia indiana e all’affermazione del paese come potenza emergente su scala globale. Il libro è in primo luogo una lettura critica e ben documentata di quel miracolo economico indiano molto spesso celebrato superficialmente dai media nostrani. A una visione semplicistica e celebrativa della crescita indiana, Adduci contrappone un’analisi storica delle politiche e dei processi che hanno portato l’India alla ribalta dell’economia mondiale nell’ultimo decennio, analizzando i cambiamenti nel sistema economico indiano dall’indipendenza fino all’adozione di riforme neoliberiste nel 1991. L’a. valuta tali riforme in tutta la loro complessità, considerandone il successo in termini di crescita del Pil alla luce di un impatto fortemente contradditorio che tale crescita ha avuto sul tessuto sociale del paese. L’analisi si apre con un riepilogo delle politiche di pianificazione economica dall’indipendenza fino agli anni ’80: fortemente voluto dal primo ministro Nehru, il principio della pianificazione era volto a coniugare «il ruolo di leadership del settore privato […] con un sostanziale intervento statale mirato all’accelerazione della crescita e alla redistribuzione dei suoi benefici» (p. 18). L’applicazione di tale principio e i suoi limiti, soprattutto il fallimento nel concepire una riforma agraria e nel garantire competitività al settore industriale, costituiscono lo sfondo necessario per capire i cambiamenti portati dalle riforme che, nel 1991, hanno dato all’economia indiana un’impronta di tipo neoliberista. L’attuazione delle riforme e la valutazione del loro impatto sullo sviluppo economico occupano gli ultimi tre capitoli del libro e costituiscono il fulcro del lavoro di ricerca condotto da Adduci.L’a. propone una valutazione molto realistica e disincantata del periodo dell’impatto delle riforme che ne mette in luce i gravi limiti in termini sia di sviluppo sia di eguaglianza sociale. Tale analisi non può che portarla a concludere che l’impianto neoliberista ha fallito nel garantire di per sé una redistribuzione della ricchezza tra gli strati più deboli della popolazione (p. 124).L’unico limite di questo lavoro è quello di concentrare l’analisi esclusivamente su fattori di tipo economico, considerando in maniera un po’ sommaria alcune componenti sociali e culturali che hanno influenzato in maniera determinante la politica indiana del periodo post-coloniale, in particolare la religione e il sistema castale. La scelta di non considerare quest’ultimo appare quanto mai limitante per la comprensione dei rapporti di potere nel mondo rurale, ai quali peraltro l’a. dedica ampio spazio. A tratti una lettura non scorrevole, L’India contemporanea rappresenta comunque uno strumento molto efficace per chi volesse comprendere la parabola di sviluppo dell’India negli ultimi decenni, al di fuori del coro di voci glorificanti e superficiali dei mass media nostrani.


Tommaso Bobbio