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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'affermazione del Cattolicesimo nel Nord America. Élite, emigranti e Chiesa cattolica negli Stati Uniti e in Canada, 1750-1920

Matteo Sanfilippo

Viterbo, Sette Città, pp. 330, euro 20,00 2003

Matteo Sanfilippo è autore profondo e prolifico al tempo stesso; negli ultimi quattro anni ha scritto o curato ben quattro libri oltre a diversi regesti di documenti vaticani. In questo volume ci offre una rapida sintesi di 170 anni di storia dell'espansione del Cattolicesimo nel Nord America, ?una materia a tutt'oggi non molto frequentata? (p. 287), vista attraverso l'enorme documentazione conservata negli archivi della Santa Sede. Contrariamente alla maggior parte delle sintesi, il lavoro è infatti pressoché interamente basato su fonti documentarie che Sanfilippo ha consultato in quasi vent'anni di ricerca sistematica negli archivi della Propaganda e del Sant'Uffizio, nell'Archivio Segreto e nella Biblioteca Apostolica, nell'Archivio di Stato di Roma e nelle curie generalizie dei vari ordini religiosi presenti in Nord America. Si tratta di un materiale che riveste enorme interesse per la storia sociale, religiosa, migratoria, diplomatica, politica e internazionale. L'utilizzazione diretta delle fonti primarie nonché l'adozione di un punto di vista romano aiuta inoltre Sanfilippo a evitare il teleologismo e l'eccezionalismo insito nelle storie nazionali dei Cattolicesimi americano e canadese e a mostrare invece come tali realtà nazionali fossero parte di uno stesso mondo occidentale che seguiva percorsi analoghi e intimamente legati. In breve, ecco le quattro novità interpretative più significative del lavoro relativamente alla storiografia nordamericana. La prima è che le decisioni prese a Roma erano sempre il frutto di una visione globale, e non di relazioni bilaterali con i paesi in questione. La seconda è che la burocrazia romana era lungi dall'essere monolitica. Al contrario, cardinali, monsignori, minutanti e anche i papi spesso avevano opinioni differenti, tanto quanto i membri delle comunità americane e canadesi. La terza è che la penisola italiana non era un luogo come gli altri. Al contrario, la sua storia e le sue tradizioni ne facevano un luogo privilegiato nell'istruzione e nel patrimonio culturale dei nordamericani. Da ciò, per esempio, l'eccezionale attenzione ai fatti del Risorgimento. La quarta novità è che ci sono molte meno differenze tra l'esperienza americana e quella canadese di quanto gli storici americani e canadesi non abbiano sempre ritenuto. Per esempio, agli emigranti e ai sacerdoti canadesi basta una sola generazione per fare quello che i loro omologhi americani avevano fatto in tre generazioni. La sostanza della loro esperienza fu pressoché identica. Più in generale, il libro conferma agli storici della Chiesa cattolica la necessità di confrontarsi con una realtà molto complessa, risultato di una ?notevole quantità di varianti in gioco? (p. 291). I partecipanti erano numerosi, e tutti avevano obiettivi, informazioni e percezioni spesso non coincidenti. Di questa complessità nessun autore di sintesi di storia del Cattolicesimo nordamericano ha fin qui tenuto conto. La prossima traduzione in inglese del libro consentirà loro di riflettere più in profondità sulle dinamiche di quanto avveniva nei loro paesi.


Luca Codignola