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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Monarchia e Repubblica. Istituzioni, culture e rappresentazioni politiche in Italia (1848-1948)

Maurizio Ridolfi, Marina Tesoro

Milano, Bruno Mondadori, XIII-190 pp., Euro 18,00 2011

Il libro, anche solo in prima battuta, ha già un notevole valore aggiunto, che deriva da un merito molto semplice: esso compie infatti un'operazione di ricostruzione storiografica la cui necessità stava sotto gli occhi di tutti, ma cui quasi nessuno si era preso mai la briga di dedicarsi. Mettere specificamente a confronto, e in dialogo tra loro, il tema monarchico e quello repubblicano all'interno della storia contemporanea italiana aiuta a comprendere molti dei tratti peculiari del nostro sistema politico e del nostro complicato processo di costruzione dell'identità collettiva. Su questo duplice oggetto si concentra il lavoro dei due aa. che, attraverso un dichiarato ed efficace gioco di «reciproci sguardi», mettono in relazione la storia culturale e la storia politico-istituzionale. Si tratta di due ambiti disciplinari che non si sono troppo frequentati in passato: e possiamo rimpiangere che sia andata così, poiché i risultati cui giunge questo libro rivelano quanto il loro connubio possa essere fecondo. I processi di nation building e di state building, nella storia del nostro paese, sono a un tempo la stessa cosa e qualcosa di diverso: gli aa. mostrano come si intreccino e si sovrappongano, per poi, ripetutamente, divergere ed allontanarsi.La quantità di spunti di riflessione e di elementi di analisi offerta da Monarchia e Repubblica va davvero al di là delle possibilità descrittive di questa breve nota: bastino due minime precisazioni. In poco meno di duecento pagine (e dunque grazie ad un eccellente sforzo di sintesi) si riesce a riannodare l'insieme delle piste di ricerca già battute dalla storiografia con quelle attualmente in via di esplorazione e auspicabilmente di prossima indagine. Anche questo è un merito, e non da poco: perché è tale umile ma importantissimo lavoro che consente agli specialisti, soprattutto i più giovani, di orientarsi proficuamente e consapevolmente nella ricerca, che solo così cresce e matura. Dal punto di vista dei contenuti più strettamente innovativi, poi, accade qualcosa di simile a ciò che capita nelle più avanzate scienze fisiche: gli addetti ai lavori ipotizzano che un qualche fenomeno accada con certe modalità, ma non se ne ha l'evidenza finché qualche ricercatore più acuto e più determinato pone rimedio alla lacuna. Da più parti si è già fatto notare che monarchia e repubblica vivono nella nostra storia reciproche confluenze assai più estese e decisive di quel che si è a lungo ricordato di sottolineare: ma qui se ne ha appunto la chiara evidenza. Tanti malfunzionamenti del nostro apparato istituzionale, tante peculiarità del nostro sistema politico, tante contraddizioni della nostra identità sociale, tante evanescenze del nostro patriottismo costituzionale risultano meno disorientanti alla luce di questo assunto e delle molteplici conseguenze interpretative che, a cascata, ricadono sulle più diversi componenti del passato che ci sta alle spalle. Il libro costituisce un eccellente, e d'ora in avanti imprescindibile, punto di partenza per ridisegnare l'intreccio del tessuto politico che ci definisce.


Paolo Colombo