SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Storia di uomini e foreste. Economia e società nell'Appennino forlivese dal fascismo all'istituzione del Parco nazionale

Mauro Maggiorani

Bologna, Clueb, pp. 174, euro 8,00 2003

Il volume inaugura la collana ?Risorse, culture e parchi d'Europa? diretta da Patrizia Dogliani. Si tratta senz'altro di una buona notizia: come spiega nella Prefazione la stessa Dogliani, in Italia sono ancora poche le ricerche su questi temi a confronto con le ricche storiografie nordamericane e australiane. Ciò non significa che la storiografia ambientale italiana non stia ampliando i suoi interessi: dall'iniziale condensarsi di ricerche sui boschi, oggi spazia dalla storia delle città a quella dell'inquinamento e dell'ambientalismo. Gli storici che hanno ricostruito le vicende del nostro ambientalismo hanno incrociato, talvolta affrontato in profondità, la costruzione del sistema di protezione della natura in Italia. Tuttavia, come mostra il volume di Maggiorani, la storia dei parchi non coincide esclusivamente con le vicende del movimento per la protezione della natura. Proprio sulle vicende dei parchi potrebbe rompersi l'indifferenza che separa storia dell'ambiente e storia sociale: il paesaggio e la sua rappresentazione, i modi di fruizione della natura e le politiche di salvaguardia, le dinamiche demografiche e le forme dell'insediamento interagiscono con le culture ambientaliste e con le istanze di tutela che sono all'origine dei parchi. Maggiorani ricostruisce l'origine del Parco del Casentino a partire dalle proposte avanzate negli anni '60 dal forlivese Pietro Zangheri, passando per le iniziative di associazioni come la Pro Natura e il Rotary, fino alla costituzione prima del Parco regionale (1989) poi di quello nazionale (1993). Tuttavia, la storia del Parco non si esaurisce con queste vicende: prima del Parco, dentro il Parco scorrono le storie delle comunità dell'area casentinese. La questione demografica, ovvero lo spopolamento della montagna tosco-romagnola, occupa uno spazio consistente; con una cospicua mole di dati, l'autore mette in relazione quelle dinamiche con le strategie politiche, le culture e le ideologie, le trasformazioni economiche che hanno investito il Casentino, come tutto il paese. Su questi temi, oltre a far riferimento a una ricca tradizione di studi su emigrazione e spopolamento, l'autore riprende le considerazioni di studiosi come Oscar Gaspari che hanno sottolineato il conflitto tra boschi e uomini nelle strategie di bonifica della montagna: cioè la vittoria dell'albero su ogni altra attività economica e l'imposizione di un forte regime vincolistico e di controllo per le comunità montane. Per questo il terzo capitolo dedicato alla cooperazione forestale in Emilia Romagna è particolarmente significativo: non solo si supera la contrapposizione uomini/boschi, ma i processi di riforestazione, invece di innescare circoli viziosi tra l'assistenziale e il criminale, diventano il volano per l'imprenditorialità cooperativa, in grado più tardi di ampliare il raggio d'azione puntando alla riqualificazione del patrimonio immobiliare presente nell'area del Parco. Una consistente appendice statistica e un corredo di foto d'epoca arricchiscono il volume di Maggiorani che, tra le molte fonti utilizzate, ha potuto servirsi anche della testimonianza diretta di alcuni protagonisti della vita politica e sociale delle comunità del Parco.


Marco Armiero