SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Peccati di memoria. La mancata Norimberga italiana

Michele Battini

Roma-Bari, Laterza, pp. 190, euro 15,00 2003

Negli ultimi anni numerosi studi hanno ricostruito in dettaglio la violenza perpetrata contro la popolazione italiana ? la guerra ai civili ? durante l'occupazione nazista e, al contempo, la mancata punizione dei criminali di guerra nazifascisti, responsabili degli episodi di stragi e eccidi. Queste ricerche sono state sollecitate dal ritrovamento dell'?armadio della vergogna?: la scoperta ? dopo più di 30 anni ? di 695 fascicoli processuali sui crimini di guerra commessi dal 1943 al 1945, incartamenti che nel 1960 erano stati oggetto di ?archiviazione provvisoria?. Questa vicenda da un lato ha stimolato ? attraverso la consultazione di questo materiale che auspichiamo sia presto reso accessibile agli studiosi ? ricerche puntuali di episodi di strage (M. Franzinelli, Le stragi nascoste. Impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascisti 1943-2001, Milano, Mondadori, 2002 ?cfr. Annale IV/2003, p. 378? e ? sulla scoperta delle carte occultate ? il recentissimo F. Giustolisi, L'armadio della vegogna, Roma, Edizioni Nutrimenti, 2004); dall'altra ha incoraggiato nuove riflessioni sui motivi e sul contesto in cui queste vicende si sono prodotte. Battini, già autore di un importante studio con P. Pezzino (Guerra ai civili. Occupazione tedesca e politica del massacro, Venezia, Marsilio, 1997) e collaboratore del gruppo di ricerca sulle stragi nazifasciste in Italia delle università di Napoli, Bari, Bologna e Pisa, offre una ricostruzione di questi eventi, inquadrandoli nel contesto europeo del secondo dopoguerra, approfondendo in particolar modo il paragone con la Francia di Vichy. Al centro dell'analisi si colloca la Mancata Norimberga italiana, ossia il fallimento del progetto di istruire un processo collettivo ai responsabili nazisti delle stragi in Italia, sul modello del processo di Norimberga. Vennero invece celebrati pochi processi ? contro Kesselring, Kappler, Reder ? mentre gli altri furono archiviati. L'autore tratteggia in modo efficace il complesso di motivazioni di politica interna e di carattere internazionale che portò a questa ?omissione giudiziaria', compiuta nel clima della guerra fredda. Sulla base degli studi pionieristici di Focardi e Klinkhammer (fra cui La questione dei ?criminali di guerra? italiani e una commissione di inchiesta dimenticata, in «Contemporanea», n. 3, luglio 2001), è possibile ricondurre il fallimento di questa iniziativa innanzitutto all'indisponibilità dell'Italia a consegnare alla Jugoslavia, all'Albania e alla Grecia i propri militari accusati di crimini di guerra analoghi a quelli commessi dai tedeschi in Italia. Questo atto di giustizia mancato, scrive Battini, ha avuto come ?risultato di produrre un colossale equivoco storico sull'occupazione nazionalsocialista e di ridurre la stessa questione alla dimensione delle responsabilità individuali? (p. VII), provocando gravi conseguenze sul piano della ricerca storica e della memoria pubblica. Dal quadro complessivo emerge un altro dato: quanto sia ancora frammentario il bilancio dell'epurazione giudiziaria contro i collaborazionisti italiani, come ha opportunamente richiamato Franzinelli nella sua nota sull'«Indice dei libri» (luglio 2003); un ritardo che ha contribuito a formare una ?memoria selettiva' anche riguardo ai conti con il fascismo.


Valeria Galimi