SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Non c'è più religione. Istituzione e verità nel Cattolicesimo italiano del Novecento

Michele Ranchetti

Milano, Garzanti, pp. 117, euro 14,00 2003

Il volume raccoglie alcuni saggi e interventi dello storico della Chiesa Michele Ranchetti sulla recente evoluzione del Cattolicesimo, in particolare in Italia. Il libro si compone di cinque saggi scritti in anni passati e già pubblicati in libri o riviste o frutto di interventi a convegni. Il testo di maggior spessore, che occupa più della metà dell'intero volume, va sotto il titolo Il Cattolicesimo italiano del Novecento: un profilo (pp. 39-96), ed è la versione originale di un testo già edito in una collana dell'editore Laterza nel 1996, La cultura italiana del Novecento. Riproporre la pubblicazione di questo e degli altri saggi (di cui non si fa menzione per brevità), già conosciuti da tempo, non sembra apportare rilevanti novità nel dibattito storiografico sulla Chiesa in Italia nel Novecento. Il saggio forse più originale appare quello su padre David Maria Turoldo, in cui l'autore ricostruisce, anche sulla base di esperienze personali, il pensiero del famoso prete, predicatore e poeta. Il volume è introdotto da una riflessione inedita, a tutto campo, sullo stato del Cattolicesimo contemporaneo. Si tratta di una rilettura dei principali atti e testi che fondano la fede cristiana nel tentativo di rispiegarli a chi oggi è lontano da questa fede o ne ha un ricordo lontano e sfuocato. L'autore parte dal presupposto che sia avvenuta una ?riduzione della religione cristiana a norma di comportamento borghese? (p. 9), e ne attribuisce la ?ragione? a una precisa strategia del magistero cattolico, profilatasi a partire da fine Ottocento. ?La strategia?, scrive Ranchetti, ?di una progressiva riduzione del ?sacro' o del ?soprannaturale' in favore della prassi (o dell'etica) come se esistesse un'etica religiosa, un'etica cioè che traesse dall'esistenza di Dio una legge di comportamento religioso? (p. 9). Questo ha portato, in un certo senso, a far coincidere Chiesa istituzionale (che detta le norme di comportamento) e religione cristiana, provocando uno scollamento tra la Chiesa gerarchica e i fedeli laici e in un certo senso strutturando la coscienza individuale soltanto in rapporto al magistero. Partendo da questi presupposti l'autore ?contesta' radicalmente il modo di essere della Chiesa cattolica fino ai nostri giorni, che avrebbe ridotto ?la religione? ad appartenenza alla Chiesa cattolica apostolica romana. Da questo punto di partenza discende una lettura severa degli atti del magistero e, più in generale della Chiesa istituzionale. Tuttavia la Prefazione di Ranchetti, che vuole essere un'introduzione critica ai saggi del volume, risente più di una posizione personale che di una dialettica e di un confronto con l'ampio dibattito storiografico sulla Chiesa cattolica in età contemporanea.


Marco Impagliazzo