SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La stampa del regime. 1932-1943. Le veline del Minculpop per orientare l'informazione, con la collaborazione di Bruno Maida

Nicola Tranfaglia

Milano, Bompiani, pp. 456, euro 24,00 2005

La ?velina? rappresenta lo strumento, fra tutti quelli utilizzati dalla propaganda fascista, forse più celebrato e conosciuto. Tuttavia, non sempre è stata oggetto di studio adeguato. Anzi, spesso è rimasta a latere dell'indagine storiografica. In questo caso, invece, la ?velina? costituisce tema specifico dell'analisi del volume di Tranfaglia. Lo scopo prioritario rimane quello di raccogliere e sistemare un materiale assai disperso, utilizzato in maniera sempre molto parziale e spesso poco professionale. E indubbiamente il risultato, con le 350 pagine di disposizioni fitte, è notevole. Il ruolo del curatore ha modo di rivelarsi anche nella scelta antologica, che porta a raccogliere le ?veline? in grandi categorie quali: Come si fa un giornale, L'immagine del regime, Società, economia e cultura, L'Italia e il mondo e La seconda guerra mondiale. Affiancato all'introduzione di Tranfaglia troviamo poi il saggio di Maida. Puntuale e preciso, Maida non solo ricostruisce il funzionamento dell'apparato produttore delle ?veline? (la Direzione generale della stampa italiana), ma ripercorre le vicende e le abilità degli uomini che quella ?macchina? furono chiamati a dirigere. Tornando però all'introduzione di Tranfaglia qualche parola merita anche il contenuto dell'interpretazione proposta. Le domande che ricorrono nel libro sono le seguenti: ?quale fu la strategia comunicativa del regime??; ?come, con il passare degli anni, la stessa variò??; ?quale efficacia ebbe sull'opinione pubblica??. Mentre all'ultima domanda non è facile rispondere, l'analisi delle ?veline? può venire in aiuto per le prime. Ecco, allora, che tale fonte ci permette di delineare l'immagine di un regime sommamente preoccupato di nascondere le contraddizioni esistenti e imporre una patinata rappresentazione della realtà. Soprattutto dagli anni Trenta, il suo sistema propagandistico agì anche nel senso della costruzione di un'immagine: del duce (progressivamente mitizzato ed elevato nell'empireo delle semidivinità) e dell'Italia. Infine, la lettura delle ?veline? scandisce le differenti fasi del regime; sottolinea i momenti di passaggio vissuti nella storia del Ventennio e cadenza il passo ? del paese e dell'apparato di propaganda ? verso una guerra mondiale rappresentata come sempre più vicina e inevitabile. Il volume si presenta come un'opera utile, strumento di lavoro ma anche prima sintesi interpretativa. Certo, da un autore del calibro di Tranfaglia ci si sarebbe potuti aspettare uno sforzo di più articolata sistematizzazione della materia. Tuttavia, non era probabilmente questa l'occasione migliore; neppure ? se abbiamo colto lo spirito costitutivo del volume ? l'obiettivo vero della pubblicazione. Il ?basso profilo' tenuto, allora, è più un merito che una colpa: esso permette di fare risaltare le fonti. Un materiale corposo, conosciuto, ma ancora in attesa di essere adeguatamente indagato.


Andrea Baravelli