SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il primo De Gasperi. La formazione di un leader politico

Paolo Pombeni

Bologna, il Mulino, 305 pp, Euro 23,00 2007

Questo volume segue il saggio introduttivo, Formazione ed esordi di un politico di professione, scritto da Paolo Pombeni per il primo volume degli Scritti e discorsi politici, di A. De Gasperi (Alcide De Gasperi nel Trentino asburgico, Bologna, il Mulino, 2006, 2 tomi). Il percorso del «primo» De Gasperi, dal 1881 al 1918, viene qui ricostruito in modo più ampio, illustrandone la complessità ed alla luce di una prospettiva interpretativa d'insieme.Il volume si inserisce all'interno di una ripresa del dibattito storiografico su De Gasperi - si pensi al volume di Piero Craveri - che segue a distanza il lavoro pionieristico di Pietro Scoppola del 1977, in una stagione culturale e politica completamente diversa. La proposta politica di De Gasperi (Bologna, il Mulino, 1977) ha rappresentato il primo tentativo di inserire questa figura nel dibattito sulla storia dell'Italia unita. In quel volume, Scoppola affrontava il tema in una chiave a lui molto cara: il rapporto fra coscienza religiosa e democrazia. Anche questo volume di Pombeni tocca indirettamente tale tematica, ma al centro di questo libro c'è soprattutto la «vocazione politica» di De Gasperi «la vera chiave per capire non solo il De Gasperi della giovinezza, ma il personaggio nel suo complesso» (p. 11). Per un cristiano, nota Pombeni, la parola vocazione ha particolari risonanze, ma in questo libro l'accento cade sul significato del termine tedesco Beruf come professione. È indubbiamente merito di Pombeni aver offerto una ricostruzione attenta del «primo De Gasperi», così come lo è aver tentato di proiettare tale ricostruzione in avanti per capire tutto De Gasperi, compreso il secondo dopoguerra. Il suo lavoro costituisce un importante riferimento per lo sviluppo di un dibattito su questa figura destinato a proseguire ancora a lungo.È auspicabile che, proprio per l'importanza di questo lavoro, si apra un'ampia discussione sulla tesi interpretativa di Pombeni. Indubbiamente, De Gasperi è stato un politico moderno, che ha concepito e praticato la politica come professione, attingendone molti elementi dal contesto culturale, sociale e politico di lingua tedesca cui guardava negli stessi anni Max Weber. Anche altri, però, hanno pensato e praticato la politica come professione e, da solo, questo elemento non esaurisce la questione della formazione e dell'affermazione di una figura della levatura di De Gasperi, che qualcuno ha definito il «Cavour della Repubblica». In particolare, non mi sembra si possa prescindere dall'altro lato del Beruf degasperiano, e cioè dalla «vocazione» in senso cristiano: De Gasperi non avrebbe potuto svolgere il ruolo che ha svolto, ad esempio nell'abbattere «gli storici steccati tra guelfi e ghibellini», se non fosse stato in grado di conciliare pienamente e definitivamente i cattolici italiani con lo Stato e con la democrazia. Ma un'opera di questo genere non poteva essere compiuta in modo strumentale e dall'esterno, ha avuto necessariamente bisogno di un interprete «interno» al mondo cattolico, pur pienamente immerso nella cultura della laicità. È quanto hanno sostenuto, sia pure in modo diverso, Scoppola e Craveri e mi pare che lo stesso libro di Pombeni faccia emergere diversi elementi che spingono in questo senso.


Agostino Giovagnoli