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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Europa dei Comuni dalla fine dell'Ottocento al secondo dopoguerra

Patrizia Dogliani, Oscar Gaspari (a cura di)

Roma, Donzelli, pp. 306, euro 25,00 2003

Questo volume vede la luce con il patrocinio dell'ANCI, come quello già pubblicato da Gaspari L'Italia dei municipi. Il movimento comunale in età liberale (Roma, Donzelli, 1998). Ciò che vivifica il lavoro è l'approccio comparativo, frutto di un convegno (Firenze 2001). È come riscoprire un fiume carsico che pone la dimensione urbana al centro dell'indagine e in rilievo una straordinaria coincidenza: il manifestarsi dei fenomeni di urbanizzazione propri delle società di massa tra XIX e XX secolo in contesti caratterizzati dalla ?leggerezza? delle strutture amministrative degli Stati, non ancora pronte a soddisfare una domanda di servizi, tuttavia già pressante (cfr. le note dei curatori e i contributi di Zucconi e Cogato Lanza). Il movimento comunale nasce così nell'ambito di una sinistra riformista e gradualista a cui vanno attribuite molte delle innovazioni sociali e istituzionali dell'epoca. In Italia la leadership del movimento passa rapidamente ai cattolici, osserva Gaspari: Sturzo è uno dei più pronti a capirne le potenzialità. Nella sua dimensione europea invece il movimento mantiene più a lungo l'ispirazione originaria (Dogliani): la Union internationale des villes diventa terreno d'incontro tra socialismo riformista e settori della borghesia legati alla massoneria (interessante il caso belga), ambiti caratterizzati da un universalismo umanitario e pacifista. La UIV sopravvive alla guerra, per ritagliarsi poi un ruolo politico; i contributi mostrano come alla tensione utopica si sovrappone una altrettanto importante vocazione pragmatica che si rivela nel confronto tra le diverse realtà europee, continentali e britanniche, e statunitensi. Qui appare interessante il confronto con la Società delle Nazioni, il nuovo organismo sovranazionale che rivendica alla dimensione statual-nazionale la progettualità per il nuovo mondo di pace. Ma la concorrenza della nazione verrà anche, meno rassicurante, dai fascismi, che porranno fine in Italia (1925), in Germania (1933), in Spagna (1939) alle associazioni dei Comuni. Altro aspetto interessante è la comparsa delle realtà municipali statunitensi accanto a quelle europee, attive nel secondo dopoguerra con la rinascita dell'associazionismo comunale. È indubbio un interesse statunitense nella costruzione di un'Europa antisovietica. Ma la storia delle associazioni dei Comuni in questo periodo va oltre questi aspetti; anzi raccoglie ed elabora molta della progettualità nata dalla lotta antifascista (è presente il contributo di Spinelli). Il volume ricostruisce i diversi contributi culturali, tecnici e civili dati dall'associazionismo comunale alla costruzione della nuova identità europea: dalla creazione di un corpus di istituzioni e regole per l'unità europea, agli interventi volti a superare le fratture della guerra (Vion). Alla fine questo grande movimento sembra inabissarsi e lasciare spazio alla dimensione regionale, riconosciuta dalla prassi corrente come la più idonea a rappresentare il punto di confronto tra istituzioni locali e UE. Dalla prospettiva italiana, però, può darsi che questo importante tentativo di recupero della storia dell'associazionismo comunale sia l'espressione di una ricerca di nuovi spazi di democrazia.


Rosario Mangiameli