SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il capitalismo organizzato. Il settore saccarifero in Italia, 1800-1945

Patrizia Sabbatucci Severini

Venezia, Marsilio, pp. 340, euro 25,00 2004

In questo volume Patrizia Sabbatucci Severini, docente di Storia economica nell'Università di Macerata, espone gli esiti di una ricerca sull'industria italiana dello zucchero nell'arco del secolo e mezzo compreso tra la nascita del settore agli albori dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale. Completato da una ricca appendice di tabelle e dagli indici dei nomi, delle società e delle ditte individuali, lo studio si basa sullo spoglio di una letteratura molto ampia, composta da fonti a stampa e documentazione originale, tra cui il materiale conservato presso gli archivi storici della Confindustria, della Banca d'Italia, della Banca Commerciale e del Credito Italiano. Si tratta di un tema non nuovo e oggetto di precedenti, e recenti, indagini storiografiche, rispetto alle quali l'autrice adotta un taglio diverso, che mira, da un lato, ad una ricostruzione congiunta delle vicende del settore bieticolo-saccarifero, ?mettendo in scena tutti i maggiori protagonisti: i raffinatori, i fabbricanti di zucchero, i bieticoltori, le banche e lo Stato, dall'altro a ricostruire le vicende delle imprese, evidenziandone, ove possibile, le strategie, le scelte, le modalità della crescita, della formazione dei gruppi industriali e degli accordi di cartello? (p. 9). L'opzione per una procedimento analitico volto a legare strettamente il settore saccarifero a quello della bieticoltura è motivata dall'apprezzamento dei condizionamenti dovuti alle caratteristiche climatiche negative, alla struttura fondiaria e agli assetti contrattuali dell'agricoltura italiana cui va ascritta la fornitura di una materia prima qualitativamente assai scadente rispetto a quella dei paesi nord e centro europei principali produttori di zucchero. Le basse rese di zucchero della barbabietola sono infatti il fattore che ancora oggi determina la mancanza di competitività dell'industria saccarifera del nostro paese. Nei quattro capitoli che scandiscono l'architettura del libro vengono ricostruiti, oltre i primi e falliti tentativi di dar vita al settore nei decenni pre- e immediatamente postunitari, l'affermazione delle attività di raffinazione e il passaggio alla fabbricazione dello zucchero direttamente dalla materia prima culminato nella disordinata proliferazione degli zuccherifici, la ?mania degli zuccherifici? come la definisce (p. 71) Sabbatucci Severini, a cavallo tra Ottocento e Novecento, frutto della protezione accordata dallo Stato pressato dalle istanze corporative da parte delle rappresentanze agrarie. La crisi successiva al decollo è superata grazie alla riorganizzazione del settore attraverso accordi di cartello e un intenso processo di integrazione verticale e orizzontale che ne caratterizza durevolmente gli assetti. Ne esce arricchita da ulteriori elementi di conoscenza l'immagine, già denunciata dai contemporanei e confermata dalla storiografia, di un'industria altamente concentrata, fortemente protetta ed eminentemente politica.


M. Elisabetta Tonizzi