SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il mondo islamico. Breve storia dal Cinquecento a oggi

Pier Giovanni Donini

Roma-Bari, Laterza, pp. 327, euro 24,00 2003

Il compianto autore di questo volume, nel presentarci la storia del mondo musulmano, prende le mosse dal Cinquecento. A dispetto del giudizio diffuso che definisce comunemente questa come l'epoca della ?decadenza' islamica, l'immagine che ce ne viene restituita non è affatto priva di vitalità. Del resto, anche se gli stessi arabi sono spesso propensi ad addossare ogni responsabilità del ?declino della Mezzaluna? ai turchi, l'Impero ottomano è stata una delle grandi potenze mondiali fino alla fine della Prima Guerra mondiale. Si era anzi stabilita, agli occhi degli europei, una tale identificazione tra questo fiero popolo e la religione che esso professava, da far nascere espressioni curiose in base alle quali un convertito all'Islam si diceva si fosse ?fatto turco?. La vera catastrofe sarebbe venuta dopo, quando ? nell'epoca coloniale e postcoloniale ? si posero le basi di tanti squilibri e conflitti irrisolti di cui le odierne vicissitudini sono in gran parte il frutto avvelenato. Con la sua nota competenza in campo socioeconomico, Donini ci guida da par suo lungo il travagliato percorso che ha condotto questa parte del mondo dal nazionalismo alle rivoluzioni seguite all'indipendenza, fino alla nascita e all'affermazione del radicalismo religioso. Pagine dense e calibrate di uno studioso scrupoloso e informato, capace di non farsi depistare dalla passione che pur traspare per l'oggetto delle sue indagini, ma soprattutto impegnato a liberarci dagli abbagli in cui possiamo incorrere mantenendo stolidamente un punto di vista ?parziale? sull'area di cui tratta. ?Parziale? in quanto eurocentrico, e quindi ?di parte', ma anche ?parziale? nel senso di ?limitato e limitante', facile preda delle semplificazioni che ci inducono a pensare all'Islam come a un'entità monolitica e statica, ieri preda di incantesimi da Mille e una notte, oggi vittima della non meno irrealistica malia che vorrebbe fare di oltre un miliardo di persone i meri scherani di un pensiero unico, dominato dal fanatismo. Uno stereotipo da cui la storia può guarirci.


Paolo Branca