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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Quale giustizia per le vittime dei crimini nazisti? L'eccidio della Benedicta e la strage del Turchino tra Storia e Diritto

Pier Paolo Rivello

Torino, Giappichelli, pp. 216, euro 17,60 2002

Negli ultimi anni i crimini perpetrati, tra il 1943 e il 1945, dai comandi militari tedeschi contro la popolazione civile italiana è al centro degli interessi della storiografia. Numerosi volumi e saggi indagano il funzionamento della macchina nazista volta allo sterminio dei civili italiani e ricostruiscono cronologia e geografia delle stragi. Gli storici si interrogano sempre più insistentemente anche sul problema della mancata celebrazione, nell'immediato dopoguerra, di un processo unificato ai crimini di guerra tedeschi in Italia, finalizzato a giudicare e punire gli aguzzini responsabili di quei crimini. Per ragioni sostanzialmente legate alla volontà del governo italiano di impedire la costituzione di una corte internazionale sui delitti commessi dalle forze d'occupazione italiane nei Balcani e in Yugoslavia, la risposta giuridica alla politica nazista di massacro dei civili italiani è stata estremamente lenta e circoscritta ad un numero ridottissimo di fatti criminosi. Lo studio di Rivello, che riguarda gli eccidi (6-9 aprile e 19 maggio 1944) della Benedicta (145 vittime) e del Turchino (59 vittime), località poste entrambe nell'area di attività della resistenza ligure-alessandrina, aggiunge una ulteriore tessera ad un mosaico storiografico che, almeno in tempi recenti, aveva soltanto sfiorato tali episodi. L'autore, nella sua qualità di procuratore capo presso il tribunale militare di Torino, è venuto a conoscenza di numerose ipotesi di reato riguardanti gravi crimini commessi dai nazisti durante l'occupazione dell'Italia e, nonostante fosse ormai passato quasi mezzo secolo, ha deciso di istruire comunque i processi contro i responsabili degli eccidi predetti, che sono stati recentemente giudicati e condannati. Il volume, dopo aver delineato i caratteri della seconda guerra mondiale, dell'occupazione tedesca in Italia e della resistenza nel territorio ligure-alessandrino, presenta una puntuale e documentata ricostruzione dei due massacri, nonché della scia di deportazioni e sangue che ne seguì. L'autore utilizza anche, e soprattutto, il materiale documentario e le numerose testimonianze raccolte nel corso delle inchieste svolte, sotto la sua direzione, dal tribunale militare di Torino. Pur esplicitando la piena consapevolezza delle differenze che intercorrono tra l'accertamento giuridico dei fatti e la ricerca storica, tra il giudizio penale e il giudizio storico, Rivello ha svolto tali indagini avvalendosi della stretta e costante collaborazione degli storici. Nel penultimo capitolo vengono riassunte, con interessanti rilievi critici sulle concezioni giuridiche adottate, le esperienze dei tribunali militari di Tokio, Norimberga e delle ?Commissioni per la verità' del Sudafrica; il lavoro si conclude con l'esame dei processi riguardanti i massacri della Bendedicta e del Turchino. La pregevole e feconda commistione interdisciplinare tra diritto e storia rappresenta certamente il tratto distintivo del libro.


M. Elisabetta Tonizzi