SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L’Impero fascista. Italia ed Etiopia (1935-1941),

Riccardo Bottoni (a cura di)

Bologna, il Mulino, 615 pp., euro 34,50 2008

Il volume raccoglie i contributi del convegno L’Italia e l’Etiopia. A settant’anni dall’Impero fascista, svoltosi nell’ottobre 2006. Si trattò, come spiega Del Boca nella sua ricca rassegna intorno agli studi sul colonialismo italiano, di un evento importante, non solo per il «folto e selezionato gruppo di relatori», ma anche perché «per la prima volta», a differenza di quanto avvenuto nel passato di un paese profondamente imperialista, non provocò «polemiche, contestazioni, veti e rinvii» (p. 25). Il libro è così lo specchio di una nuova stagione storiografica sull’esperienza coloniale nazionale e i contributi raccolti ruotano attorno alla «più vile, inconsulta, sciagurata aggressione ordita dal regime fascista» (p. 32). La prima parte del volume dà un quadro approfondito degli studi esistenti, offrendo importanti chiavi di lettura sull’Impero fascista che aiutano a inquadrare la vicenda coloniale nella più complessiva storia nazionale.A questo proposito è Labanca a suggerire l’utile categoria di «totalitarismo coloniale imperfetto», che sembra oggi meglio «guidare lo storico nel delicato compito di rintracciare il bilanciamento di continuità e di peculiarità nella storia comparata del colonialismo fascista» (p. 46). Sempre nella prima parte vengono affrontati aspetti relativi alla modernizzazione dell’Etiopia prima e dopo l’occupazione, alla posizione dei vescovi cattolici euro pei dinnanzi all’aggressione fascista, all’uso della fotografia nella rappresentazione del conflitto da parte delle agenzie stampa internazionali, alla natura stessa di quella che fu la più grande delle guerre coloniali.Nella seconda parte si affrontano tematiche relative all’impatto dell’Impero sulla società italiana. Itemi trattati spaziano dallo studio dell’opinione popolare, a quello della milizia fascista impegnata nell’aggressione, all’analisi delle reazioni del clero, a quella della cosiddetta educazione e pedagogia imperiale nell’ambito scolastico, alla presa in esame del materiale fotografico prodotto dai giornalisti del «Corriere della Sera», volto ad organizzare lo sguardo del pubblico nazionale sulla guerra. La terza sezione concerne aspetti essenziali della vita in colonia all’indomani della conquista, analizzando elementi costitutivi del colonialismo italiano, ossia razzismo e segregazione sessuale. In questo contesto non vengono trascurate le reazioni e i tentativi di resistenza etiopica, così come il complesso atteggiamento degli ascari eritrei.Infine centrali sono i saggi sul periodo successivo al fascismo, concernenti le vicende della decolonizzazione, i tragici sviluppi delle politiche italiane soprattutto nel Corno, e i nessi tra le rimozioni del passato coloniale e gli attuali «ritorni di memoria», che tuttavia continuano a rimuovere verità scomode.Come osservano Calchi Novati e Triulzi la profonda messa in discussione del classico luogo comune «italiani brava gente», la reale conoscenza del colonialismo italiano, e la consapevolezza del ruolo che l’Italia ebbe nel periodo dell’Impero e in quello successivo sembrano quanto mai necessari. A tal fine opere come questa forniscono un prezioso e imprescindibile contributo, volto ad alimentare dibattito e coscienza critica.


Chiara Giorgi