SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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From Fascism to Democracy. Culture and Politics in the Italian Election of 1948

Robert A. Ventresca

Toronto-Buffalo-London, University of Toronto Press, pp. XIV-354, s.i.p. 2004

Studio importante questo di Robert Ventresca sulle elezioni del 18 aprile 1948 in Italia, per la documentazione nuova che fornisce sulle iniziative prese dall'amministrazione americana in occasione di quel confronto elettorale, e per il problema storico su cui è costruita una delle tesi portanti del libro: l'utilizzo, da parte del blocco democratico anticomunista, di tutto l'armamentario moderato, sia attraverso l'intervento della Chiesa, sia con l'apertura degli apparati dello Stato al vecchio personale burocratico del periodo fascista. Tale tesi non è né nuova né incontrovertibile. Questo ?zoccolo? moderato e di destra, che entrò allora a far parte delle dinamiche di partito e di governo della Democrazia Cristiana, ha avuto certamente il suo peso nella successiva vita pubblica italiana, ma entro una dinamica democratica che si conservò tale, e di cui il periodo decisivo di consolidamento furono gli anni tra il 1951 ed il 1953: quando, cioè, De Gasperi si oppose alla spirale di destra per approdare ad un congelamento del sistema con la legge elettorale maggioritaria, la cui sconfitta permise poi il dispiegarsi di quella peculiare dinamica democratica propria del sistema italiano. La scelta operata dall'autore di focalizzare tutto sul 18 aprile dà conto quindi dei precedenti, ma non dei processi ulteriori, pur necessari ad una più profonda comprensione di questa storia. Ventresca si è mosso con intelligenza nella sua ricerca, che resta tuttavia carente quanto alle fonti italiane ed anche alla storiografia, il cui uso è sommario e non privo di qualche errore. Il folklore clericale lo attrae più del dovuto: madonne che piangono e quant'altro servirono certo allo scopo, ma con questi argomenti non si giunge a definire quale sarebbe stato l'effettivo lascito politico dell'intervento dell'episcopato cattolico e dei comitati civici. La parte americana dello studio di Ventresca ci porta nuova documentazione importante e ci mostra come nulla venisse tralasciato da parte degli Stati Uniti, dai finanziamenti alle azioni coperte di intelligence. Essa, inoltre, contribuisce a gettar nuova luce anche a proposito di un problema estremamente controverso. L'amministrazione americana aveva realmente elaborato piani per intervenire nel caso di una vittoria socialcomunista alle elezioni del 18 aprile? Sembra di no, perché a tale questione, che avrebbe implicato una decisione che necessariamente sarebbe andata ?al di là? della guerra fredda, gli Stati Uniti ? proprio per questo motivo ? non si erano ancora preparati a dare una risposta. Anche Washington, per il momento, dovette dunque limitarsi ad attendere il responso delle urne.


Piero Craveri