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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il secolo dei consumi. Dinamiche sociali nell'Europa del Novecento

Stefano Cavazza, Emanuela Scarpellini (a cura di)

Roma, Carocci, 246 pp., euro 17,10 2006

Il volume curato da Cavazza e Scarpellini colma una lacuna non più a lungo tollerabile nel panorama italiano: quella di un'opera che facesse il punto sulla riflessione storiografica sui consumi, tema di ricerca che vanta una tradizione oramai consolidata e lavori divenuti già dei classici della storiografia. In Italia la ricerca muove i primi passi, e il lavoro a più voci ne dà una testimonianza ampia e promettente. Il volume è una esplorazione delle molteplici dimensioni del consumo come eclettica prospettiva di analisi sulla società contemporanea, base ineludibile di una nuova storia sociale che dai consumi parte per rifondarsi, uscendo così dalle secche della crisi poststrutturalista e postmoderna. Come la ricchezza e l'eterogeneità dei saggi dimostrano, infatti, il consumo è potenzialmente un terreno di incontro sul quale si esercitano la storia delle rappresentazioni e delle mentalità, delle istituzioni, della politica e dell'economia. Un certo iniziale stupore rispetto alle aspettative create dal titolo suscita la lettura dei saggi, nessuno dei quali confina l'analisi realmente al '900; tutti si spingono indietro, mostrando una tacita condivisione della tesi, diffusa soprattutto dalla storiografia inglese, della genesi settecentesca dell'attuale società dei consumi. I temi sono molteplici e non certo riassumibili in poche righe. Il fil rouge sembra essere, tuttavia, in linea con le tendenze metodologiche più recenti, la centralità del simbolico, pur nell'ancoraggio alle concrete dinamiche sociali e produttive che scandiscono la storia degli ultimi secoli. Ecco l'esplorazione dei luoghi del consumo, dalle botteghe settecentesche ai contemporanei concept stores, come luoghi produttori di identità sociali, di significati socialmente condivisi (Scarpellini), e persino di nuove categorie sociali (Salvatici); ecco l'analisi del percorso filosofico che ha condotto alla emancipazione ideologica delle società europee dalla dittatura del bisogno, dal settecentesco dibattito sul lusso alle più recenti teorie sociologiche del consumo (Capuzzo), fino all'affermazione del tempo libero come diritto sociale (Cavazza); ecco ancora, l'irrinunciabile prospettiva sulle identità, la questione di genere, di cui vengono ripercorse problematicamente le molteplici implicazioni per la storiografia dei consumi (Sassatelli); non poteva mancare infine, in questo trionfo della dimensione simbolica, l'analisi dei mezzi della produzione immateriale di significati associati alle merci e relativi desideri, dalla pubblicità (Arvidsson), ai luoghi in cui si consuma lo spettacolo sociale e si rappresenta la fantasmagoria delle merci (Gundle). Il volume lascia soltanto un dubbio: che l'Europa cui il titolo fa riferimento non sia uno spazio da definire, un elemento problematico, bensì una cornice assunta convenzionalmente per collocare fenomeni di cui occorre forse delimitare la portata ed esplorare le concrete articolazioni, rifuggendo dalla tentazione di elevarli a segni universali della progressiva affermazione di una omogenea società dei consumi, a meno di non voler produrre una nuova macronarrazione, che «consuma» l'ennesima reductio ad unum della storia dell'Occidente.


Alida Clemente