SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La cittadella della scienza. L'Istituto ?Sclavo? a Siena nei cento anni della sua storia (1904-2004)

Stefano Maggi (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 232, euro 24,00 2004

L'attuale dibattito sul ?declino industriale? dell'Italia rende ancor più interessante il libro curato da Maggi. Storia complessa, quella dell'Istituto sieroterapico e vaccinogeno toscano ?Sclavo?, fondato appunto nel 1904 da Achille Sclavo (1861-1930), un medico igienista allievo a Torino di Pietro Giocosa. A cavallo fra il XIX e il XX secolo Sclavo contribuì non poco al processo di costituzione di una sanità pubblica nazionale. La ?scientifizzazione? degli apparati dello Stato italiano unitario, quindi, è passata anche ? in gran parte, direi ? attraverso la formazione di istituzioni nazionali e locali che avevano lo scopo di eradicazione e prevenzione innanzitutto delle malattie endemiche ed epidemiche. Chi ha una qualche consuetudine con i carteggi e con la letteratura ottocentesca ha ben presente quanto siano ricorrenti in essi i richiami a queste malattie, in particolare il colera, la tubercolosi e la malaria. Per di più, la concezione igienista della sanità pubblica si basava su diverse discipline scientifiche: batteriologia, epidemiologia, chimica analitica, scienza degli alimenti, merceologia, meteorologia, ecc.; e presupponeva da una parte studi e interventi sugli ambienti di vita e di lavoro e, dall'altra, l'approntamento di rimedi specifici come i vaccini e istituzioni per interventi di massa di prevenzione e di polizia sanitaria. È in questa temperie politica e culturale che Sclavo diede vita alla sua impresa, nella quale ricerca scientifica, tecnologia e produzione facevano tutt'uno con le politiche industriali nazionali e locali. Le alterne vicende dell'Istituto ?senese? vengono ricostruite con molto dettaglio in vari saggi di diversi autori (F. Vannozzi, S. Battente, S. Maggi), riuscendo a coniugare questioni particolari e generali in un intreccio fra storia scientifica, politico-sociale e industriale. Oggi che la globalizzazione dei mercati sembra rendere vana la ?località?, la vicenda storica dell'Istituto ?Sclavo? in Terra di Siena rende chiaramente percepibile come una realtà di eccellenza, che produce merci ad alto contenuto di conoscenza, non può nascere e prosperare ovunque, e come necessiti d'ingenti risorse ?politiche?. Uno dei pregi del volume è quello di aver ricostruito la storia dell'Istituto anche attraverso le prese di posizione dei lavoratori e delle loro organizzazioni, utilizzando fonti documentarie di diversa natura (audiovisivi, archivi, ecc.). Per comprendere la loro rilevanza basta leggere, per esempio, il volantino sindacale del 1990 (pp. 227-228), scritto in un momento drammatico per le sorti dell'impresa: in esso si può verificare concretamente quali forze in Italia hanno autenticamente operato per far sì che il declino industriale ? che purtroppo si è poi avuto ? non fosse un destino generale.


Antonio Di Meo