SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La nuova storiografia britannica e lo sviluppo del welfarismo. Ricerche su R.H. Tawney

Teodoro Tagliaferri

Liguori, Napoli 2000

Nata come tesi di dottorato, ma poi, come usa, ampiamente rivista, questa ricerca, che ha origine dall'ambiente di ricerca organizzato a Napoli da Fulvio Tessitore, tocca un tema tanto rilevante, quanto abbastanza nuovo per gli storici italiani (a dispetto del fatto che nel 1975 Franco Ferrarotti abbia curato una selezione delle Opere dello storico della London School of Economics). Se sulla nuova storiografia sociale espressa dal gruppo francese delle "Annales" si è scritto moltissimo ormai da quasi trent'anni, l'attenzione allo sviluppo della storiografia britannica è stato oggetto di considerazione molto minore, se si eccettuano forse alcuni contributi di Edward P. Thompson. Proprio questo autore rinvia allo studioso che è oggetto del bello ed appassionato saggio di Tagliaferri, quel Richard Henry Tawney che fra la vigilia della prima guerra mondiale e la lunga stagione seguita alla seconda (muore nel 1962) rifondò la storiografia economica britannica, facendole superare il paradigma neomercantilista ed orientandola ad occuparsi delle forme sociali dell'attività economica e dei cambiamenti della struttura di classe della società britannica nell'età moderna. La formazione di questo studioso fu lunga e complessa. Tipico "riformatore edoardiano" (era nato nel 1880 a Calcutta da un insigne studioso di sanscrito) era passato attraverso l'anglicanismo liberale ispirato a Thomas Arnold, approdando ad una sorta di socialismo cristiano, che lo avrebbe portato a militare nel volontariato sociale. Proprio attraverso queste esperienze Tawney veniva maturando quei temi "politici" che lo renderanno famoso presso un vasto pubblico più dei suoi pur notevoli risultati come storico. Se di quest'ultima attività il volume che ha maggiormente circolato è forse Religion and the rise of capitalism del 1926, che è una sorta di dialogo con distacco dall'approccio allo stesso tema di Max Weber, sul piano degli scritti sociali a dominare è il volume Equality del 1931, riferimento obbligato di tutte le teorie sulla giustizia sociale e di tutti i tentativi di metterle in pratica. Tagliaferri ha percorso con intelligenza tutta la vasta produzione del suo autore sia sul versante storiografico che su quello delle riflessioni politico sociali (si veda la accurata bibliografia degli scritti a pp. 311-335) ed ha arricchito la sua ricerca con le carte personali inedite che lo studioso ha lasciato presso la London School of Economics. Ne è uscito un saggio complesso, in cui la parte del leone è riservata allo storico di cui si considerano due snodi fondamentali: i caratteri originali della via inglese alla modernità, ed il ripensamento del compito dello storico (sino all'approdo all'utopia della "histoire intégrale"). La parte politica rimane in ombra, in quanto trattata per lo più all'interno del lavoro autonomo dello storico (in buona parte nel capitolo che tratta la fase della formazione), forse in considerazione del fatto che si tratta di un aspetto su cui le indagini della storiografia britannica hanno già raggiunto risultati notevoli.


Paolo Pombeni