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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Repubblicanesimo, democrazia, socialismo delle libertà. ?Incroci? per una rinnovata cultura politica

Thomas Casadei (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 246, euro 18,00 2004

Se l'Italia ha bisogno di ritrovare nella propria storia esperienze e riflessioni che possano rianimare le sue tradizioni progressiste, questo volume può offrire un vivace contributo, sia storiografico che politico, a più voci attorno a due delle esperienze teoriche più originali del Novecento democratico italiano: quelle del socialismo liberale di Carlo Rosselli e del liberalsocialismo di Guido Calogero. Al centro da tempo di una riscoperta il primo, meno conosciuto e studiato il secondo, le due riflessioni politiche, affini per denominazione e per alcuni fondamenti ideali, furono effettivamente diverse per retroterra, genesi, contenuti e sviluppi, come mostrano qui dettagliate analisi storiografiche, politologiche e filosofiche, che offrono ricostruzioni inedite o comunque poco note nel caso di Calogero (soprattutto nei saggi di G. Sasso, S. Zappoli, M. Durst e Th. Casadei), e talora elementi trascurati anche per Rosselli, di recente molto studiato (si segnala, tra i più innovativi, il contributo di C. Malandrino sull'europeismo e il federalismo rosselliani). Conclude il volume una riflessione su democrazia, repubblicanesimo e socialismo alla luce del socialismo liberale, con spunti originali soprattutto nei contributi di M. Viroli e F. Sbarberi, sulla scia dei loro studi su repubblicanesimo e ?libertà eguale?. Il Socialismo liberale di Rosselli (questo è anche il titolo della sua principale opera politica del 1930) nacque dal confluire e dalla rielaborazione di esperienze diverse: dalla democrazia risorgimentale al liberalismo sociale inglese, al socialismo fabiano, al revisionismo marxista di Bernstein e De Man (qui un po' trascurati). Sarà programma ideale di azione politica antifascista negli anni Trenta, non privo di influenza in Giustizia e Libertà, e in alcune riflessioni della vita democratica repubblicana, come il federalismo europeo di A. Spinelli o, più tardi, il pensiero politico di N. Bobbio. Il ?liberasocialismo? di Calogero nacque invece da un'originale rielaborazione in chiave democratica del pensiero di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile (di cui Calogero fu allievo), innestata più tardi di pragmatismo americano, e sfociata nel dopoguerra in una ?democrazia del dialogo? con importanti riflessi e sviluppi pedagogici. Nel 1941 il liberalsocialismo calogeriano fu fissato in un manifesto che aveva un notevole retroterra nella sotterranea riflessione dalla metà degli anni Trenta, del filosofo antichista e logico, attorno a ?libertà? e ?giustizia? come ?istanze irriducibili dell'io? (Durst), e alla necessità della traduzione pubblica e privata di questi ideali. Socialismo liberale e liberalsocialismo non si incontrarono né sul piano teorico, né esplicitamente nelle menti dei loro primi ideatori, ma i loro prosecutori e seguaci poterono guardare ed ispirarsi ad entrambi. Il contributo storiografico offerto ora da questo volume potrà forse tornare ad alimentare e certamente a far meglio conoscere queste importanti esperienze e proposte politiche.


Simon Levis Sullam