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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer. Tra superamento del passato e processo di integrazione europea (1945-1954)

Tiziana Di Maio

Torino, Giappichelli, pp. XVIII-379, euro 33,00 2004

Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer: i rapporti fra il leader dei cattolici italiani raccolti nella DC, divenuto alla fine del '45 presidente del Consiglio, e il primo cancelliere della Repubblica Federale sono ricostruiti in un vasto e documentato quadro delle relazioni fra Italia e Germania e fra due partiti, la Democrazia Cristiana e l'Unione Cristiano-Democratica. Il rilievo del tema non riguarda tanto la pur interessante analisi della formazione e poi dell'esperienza politica di De Gasperi al Parlamento di Vienna e di Adenauer come sindaco di Colonia (1917-33) e presidente del Consiglio di Stato prussiano (1921-33), del loro diverso modo di intendere l'ispirazione religiosa o della loro diversa idea del partito, ma la fondazione di sistemi democratici dopo le tragiche esperienze del fascismo e del nazismo e la prima fase del processo di integrazione europea. La convinzione degasperiana, che ?la prima difesa della pace sta[va] nello sforzo unitario che, comprendendo anche la Germania, avrebbe eliminato la guerra di rivincita e di rappresaglia?, favorì un'intesa sulle proposte di Schuman, sostenuta dalla comunanza di valori e di obiettivi politici, oltre che dalla comune ispirazione religiosa. La riammissione della Germania nel contesto europeo, infatti, poteva avvenire soltanto mediante il superamento del dissidio franco-tedesco e la definizione di una nuova politica di solidarietà. L'impegno di De Gasperi risultò determinante per l'inserimento della Repubblica Federale nel Consiglio d'Europa, per la questione della SAAR e per la partecipazione con parità di diritti nella Comunità Europea di Difesa ? poi non costituita in seguito al voto dell'Assemblea Nazionale francese. Nello ?scenario della guerra fredda ??? i due statisti compresero che la scelta occidentale, inquadrata nel superamento dello Stato nazionale sulla via dell'integrazione europea, rappresentava l'unico mezzo per raggiungere il più alto grado di autonomia nel nuovo contesto delle relazioni internazionali? (p. 9). Seppure in contesti assai diversi ? anche per quanto riguardava la politica interna ?, comune ai due statisti fu la convinzione, adeguatamente documentata, dell'importanza decisiva della potenzialità della collaborazione economica a livello europeo, della priorità della politica rispetto all'economia, dell'Europa come mezzo per il superamento dei nazionalismi e per la soluzione dei problemi nazionali ? in particolare, di carattere economico-sociale per l'Italia ? e come baluardo cristiano contro il comunismo. Un fermo anticomunismo assimila i due statisti, seppure sostenuto da motivazioni in parte diverse e messo in pratica con differenti modalità, anche per la diversa realtà del comunismo nei due paesi. La loro collaborazione fu anche favorita dalle esigenze di Realpolitik, dalla nuova collocazione internazionale dei due paesi e dalla comune ?scelta occidentale?; riguardò inoltre la CDU e la DC anche ?in funzione del superamento del passato?, come emerge ancora da un'interessante documentazione rintracciata in archivi italiani e tedeschi; precedette e favorì la ripresa ufficiale delle relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica Federale di Germania, avvenuta nell'aprile '51.


Pier Luigi Ballini