SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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See Naples & Die. The Camorra & Organized Crime

Tom Behan

London-New York, Tauris, pp. 324, £ 12.99 2002

?See Naples and Die ? when the expression was coined two hundred years ago it was to describe the great beauty of the city. Today it could as well apply to the deadly power of the region's greatest menace?. Questa frase della quarta di copertina esprime al meglio il disegno intellettuale di Tom Behan, che con questo volume intende spiegare al lettore inglese l'origine storica della camorra, seguirne l'andamento carsico nel periodo che va dall'Unità d'Italia agli anni Sessanta del Novecento, e descriverne il progressivo consolidamento che la porta, nell'ultimo quarto del Novecento, a diventare un elemento strutturale del sistema politico ed economico della Campania. Il racconto di Behan non lascia fuori niente. In particolare, dalla rinascita postbellica in una situazione di estrema instabilità e marginalità, si arriva al consolidamento degli anni Settanta, dovuto all'intervento dei mafiosi siciliani che introducono in Campania un know-how criminale molto più raffinato, ed all'incremento dei proventi illeciti derivanti dal contrabbando di stupefacenti. E, di seguito, l'autore ricostruisce la gestione della fase post-terremoto, il caso Cirillo, la conquista del monopolio nel controllo degli appalti, la nascita di amministrazioni locali camorriste caratterizzate da simbiosi e interdipendenza tra i leaders criminali ed il ceto politico locale. La quantità di dati, personaggi ed eventi presentati nel volume è notevole; Behan integra la bibliografia sul tema con un attento spoglio dei quotidiani (per il periodo 1985-1995), con documenti processuali e con alcune interviste effettuate personalmente a politici ed esponenti delle forze dell'ordine. E si sforza di rielaborare questa lunga serie di informazioni sulla storia criminale, inserendola in una dialettica con la vicenda complessiva della Campania e dell'Italia, ricavandone periodizzazioni, modelli organizzativi (la ?mass camorra? di Cutolo, la ?business camorra? del clan Nuvoletta e la ?political camorra? del clan di Carmine Alfieri, che si confrontano e si scontrano negli anni Ottanta, pp. 225-6), tipologie di relazioni tra mondo del crimine ed istituzioni, attente valutazioni dell'impatto economico e sociale del potere camorrista. Il risultato è un volume scorrevole, dal taglio divulgativo, capace di dare un senso complessivo ai molti eventi raccontati. Rimane solo l'anomalia di una conclusione che sorprende un po' il lettore. La camorra è per la classe politica (non solo locale) ?a vital mechanism in mantaining its power and privileges?, e poiché tutti i partiti e le strutture dello Stato compartecipano senza distinzioni a questo intreccio di illegalità e corruzione, ?any political strategy that leaves the foundations of the existing system intact is a proposal which accomodates to and favours organized crime?. Capitalismo e democrazia liberale sarebbero quindi in Italia (ma non solo lì?) incapaci in quanto tali di rimediare al problema della criminalità organizzata, e resterebbe come unica soluzione ?a different system of economic and social equality, in other words a socialist system? (p. 278). Resta solo la rivoluzione?


Gianluca Fulvetti