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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Tradizioni culturali, sistemi giuridici e diritti umani nell'area del Mediterraneo

Valentina Colombo, Gustavo Gozzi (a cura di)

Bologna, il Mulino, pp. 401, euro 30,00 2004

Il volume raccoglie e rielabora gli interventi presentati ad un convegno internazionale svoltosi a Ravenna nel 2002, dedicato ai processi di integrazione nell'area del Mediterraneo tra prospettive culturali e tradizioni giuridico-politiche. Come non di rado accade per gli atti dei convegni, questa pubblicazione è segnata da una decisa eterogeneità, che a tratti rende difficile rintracciare i fili conduttori del lavoro complessivo, per quanto esso venga proposto dai curatori nei termini assai ampi di una riflessione sul ?tema del confronto tra l'Occidente europeo e il mondo musulmano? (p. 7). L'esile introduzione aiuta solo in parte a chiarire la direzione e il senso di questo confronto o a mettere in evidenza i nessi fra le tre componenti richiamate nel titolo: le tradizioni culturali, i sistemi giuridici e i diritti umani. La stessa messa a fuoco dell'area mediterranea ? non intesa soltanto in termini geografici, come mostra chiaramente il saggio di Gemma Solduga Aubarell dedicato a Cultura, identità e spazi di riferimento. Pensare il Mediterraneo nel XXI secolo ? emerge più efficacemente in alcuni saggi (come quelli di Robert Roda Aixendri su interculturalità e religione nel Mediterraneo o di Massimo Papa sulle codificazioni civili dei paesi arabi mediterranei), mentre finisce per dissolversi in altri. Questo libro, dunque, piuttosto che un quadro interpretativo, offre spunti di riflessione e potenziali percorsi di approfondimento, proposti da studiosi (che purtroppo non è possibile citare singolarmente in questa sede) provenienti da diversi paesi europei, e in particolare da quelli in cui gli studi sull'Islam hanno avuto un maggiore sviluppo, come la Francia e la Spagna, o da università extraeuropee dell'area mediterranea. È anche grazie a questi contributi ?dall'interno? che l'analisi delle tradizioni ? culturali, religiose, giuridiche ? delle società islamiche acquisisce una maggiore articolazione e profondità storica. Un esempio significativo è offerto dal saggio di Hamadi Redissi (Università di Tunisi) sul fondamentalismo islamico, nel quale si ricostruiscono i percorsi secolari ? spesso collegati all'esperienza del colonialismo e della decolonizzazione ? di questo fenomeno multiforme, che può assumere le spoglie di un movimento religioso, di un partito politico o, come accade per una delle sue espressioni più recenti, di ?una falange militare internazionale?, rappresentata da Al-Quaida (p. 54). Il ruolo svolto dalla religione e dalla sua interpretazione costituisce uno degli elementi più ricorrenti nell'insieme del volume, anche e soprattutto laddove il terreno di confronto tra Europa occidentale e ?mondo musulmano? diventa quello politico-giuridico. Da questo punto di vista il saggio di Gustavo Gozzi, su Le Carte dei diritti nel mondo islamico, propone la riflessione che più compiutamente mette in rapporto la questione religiosa con quella dei diritti umani: la secolarizzazione che questi hanno conosciuto in Occidente non trova corrispondenza nei paesi islamici e proprio questa differenza costituisce il maggiore ostacolo per un incontro delle due tradizioni su questi temi.


Silvia Salvatici