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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le stragi nazifasciste in Toscana. 1943-45, vol. I: Guida bibliografica alla memoria, prefazione di Enzo Collotti

Valeria Galimi, Simone Duranti (a cura di)

Roma, Carocci, 2003, pp. 238, euro 22,10 2004

La Toscana è stata una delle regioni dove la violenza bellica contro i civili nel periodo dell'occupazione nazista ha colpito con più durezza, lasciando una traccia profonda in grado di condizionare sia la definizione di un'identità collettiva che lo strutturarsi di memorie diverse e divise che la più recente storiografia ha analizzato e messo a confronto. Le oltre 4000 vittime e gli 83 Comuni coinvolti hanno reso quasi inevitabile l'avvio di un processo di riconoscimento e di riflessione che consentisse di fare i conti con la storia e la memoria di quelle azioni di strage, un processo che è andato inevitabilmente intrecciandosi con il bisogno di giustizia che quelle stragi, tuttora impunite, hanno riportato in primo piano anche sotto il profilo più strettamente politico ed istituzionale. La creazione nel 2002 di una Commissione d'inchiesta parlamentare per individuare le responsabilità proprio sul versante della mancata giustizia resa a quelle 4000 vittime (e a tutte le altre cadute in quei tragici mesi), è la conferma di come ancora oggi rimanga viva questa traccia. In tal senso è di particolare importanza la sensibilità segnalata dalla Regione Toscana che ha favorito, con un'apposita legge del 1999, un programma di ricerche sulle tematiche specifiche relative alle stragi di popolazione civile, con la costituzione di un Centro di documentazione sugli eccidi nazifascisti che si pone come luogo di tutela permanente e di promozione di future ricerche ed approfondimenti. All'interno di questo progetto articolato è stato possibile sviluppare varie iniziative di recupero di fonti e di approfondimento storiografico, di cui questa guida bibliografica è una tappa rilevante, non solo come efficace strumento di lavoro e di indirizzo, ma anche per le specificità che questo bilancio storiografico evidenzia in primo luogo a livello del radicamento geografico, confermato dalla centralità delle comunità locali toscane nella promozione di una pubblicistica ampia e diffusa. Una guida bibliografica che non è una bibliografia della Resistenza, ma che consente di rileggere attraverso la sequenza cronologica delle opere, come sottolinea giustamente Collotti nella sua presentazione, ?la costruzione e la persistenza di una memoria pubblica delle stragi come componente insostituibile ed essenziale per la formazione di una consapevolezza civile delle popolazioni e delle istituzioni dell'Italia repubblicana?. Il censimento e l'analisi riescono a ricostruire il mosaico articolato e complesso di una produzione di oltre 600 titoli che comprende le più varie tipologie narrative. Si dà così spazio e testimonianza, oltre che al panorama delle ricerche, anche a quella copiosa e spesso trascurata produzione riconducibile alla cosiddetta ?letteratura grigia? che costituisce uno dei segnali più tangibili del radicamento della memoria della violenza subita nelle singole comunità toccate dalla tragedia delle stragi.


Massimo Storchi