SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'industria chimica italiana e l'IMI, Intesa San Paolo

Vera Zamagni

Bologna, il Mulino, XVI-313 pp., € 26,00 2010

Il lavoro completa la storia dell'Imi, un progetto in cinque volumi avviato nel corso degli anni '90. Il tema centrale è il contributo offerto dall'Imi allo sviluppo dell'industria petrolchimica, un settore cruciale per la piena modernizzazione dell'economia nazionale, caratterizzato dalla grande scala di produzione, dalle opportunità di diversificazione e dall'elevato livello di competenze tecnico-scientifiche. In particolare, ampio spazio è dato al caso Sir-Rumianca, gruppo controllato da Nino Rovelli, self-made man la cui parabola riassume quella della petrolchimica italiana.La natura statale dell'Imi consente all'a. di esaminare questioni più generali che riguardano la stagione della programmazione e i rapporti tra industria privata e industria pubblica, mettendo in luce le scelte delle classi dirigenti italiane per orientare l'evoluzione del settore. A posteriori, il consuntivo di questa azione è piuttosto negativo: mentre ancora nei primi anni '70 la petrolchimica italiana aveva dimensioni equiparabili a quelle delle economie più avanzate - Montedison era il quarto gruppo petrolchimico mondiale, sui livelli di Basf, e occupava circa 174.000 unità - oggi è di fatto scomparsa e delle grandi imprese protagoniste delle vicende narrate nel libro restano esperienze di un certo peso - come ad esempio Polimeri Europa con 6.000 addetti e poco meno di 7 miliardi di euro di fatturato -, ma non comparabili ai grandi giganti protagonisti del settore, dall'elevato grado di internazionalizzazione e dalla rinnovata capacità di porsi sulla frontiera delle opportunità tecnologiche grazie a continui investimenti in ricerca e sviluppo.Il lavoro si basa su fonti primarie provenienti dall'Archivio storico Imi, alcune delle quali sono pubblicate nella vasta appendice documentaria, e su fonti orali raccolte attraverso interviste ad alcuni dei principali protagonisti dell'Imi di quel periodo. Dopo un capitolo introduttivo, in cui vengono offerti essenziali elementi di contestualizzazione, Zamagni si sofferma sulla Sir di Nino Rovelli. Rovelli sfrutta le opportunità concesse dalla politica degli interventi speciali nel Mezzogiorno per farsi finanziare numerose iniziative, godendo di appoggi politici, più forti delle perplessità, basate su elementi tecnico-produttivi, che circolano negli stessi ambienti Imi. L'Istituto non è che il braccio degli interventi speciali deliberati dal potere politico, attraverso i pareri del Cipe, nel contesto di una visione dello sviluppo della chimica primaria meramente quantitativa, priva di una adeguata consapevolezza dei limiti tecnologici degli impianti e delle nuove frontiere della ricerca internazionale. Quando esplodono le crisi petrolifere e la struttura dei costi si modifica radicalmente, produttori marginali come le imprese del gruppo Sir entrano in grandissime difficoltà e Imi opera numerosi tentativi per salvare uno dei suoi più importanti debitori, senza però riuscirci. Anzi Imi si trova invischiato in una vicenda giudiziaria terminata in tempi recenti, che ha messo in luce una vicenda di corruzione emblematica di un certo tipo di rapporti tra mondo degli affari e potere politico.


Roberto Tolaini