SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il tempo della Repubblica. Le feste civili in Italia (1943-1949)

Yuri Guaiana

Prefazione di Barbara Bracco, Milano, Unicopli, 218 pp., Euro 14,00 2007

L'agile volume di Yuri Guaiana costituisce allo stato forse il lavoro complessivo più ampio e convincente sulla riorganizzazione della ritualità pubblica dopo la caduta del fascismo. Lo studio, che si concentra sugli anni di incubazione del nuovo calendario delle feste civili, combina l'analisi della genesi e della stabilizzazione normativa del nuovo assetto liturgico con l'attenta e intelligente ricostruzione delle cerimonie che si susseguono in quei sei anni, concentrandosi in particolare sul 25 aprile, il 2 giugno, il 1 maggio, ma non tralasciando l'analisi dell'evoluzione di ricorrenze precedenti come il 24 maggio e il 4 novembre, o di carattere diverso come il 4 ottobre, festa del patrono d'Italia (San Francesco).Il libro intreccia felicemente la bibliografia esistente con il ricorso a fonti archivistiche - in primo luogo le carte della Presidenza del Consiglio dei ministri - e a stampa. Mentre le prime offrono un quadro delle intenzioni dell'autorità governativa, dello spirito con cui si muove nell'organizzazione delle feste, dei soggetti con cui coopera o con i quali è in contrasto, le seconde ci descrivono le manifestazioni che effettivamente si svolsero, riportano spesso i discorsi dei principali oratori pubblici e - anche dal confronto tra le diverse testate - ci offrono la possibilità di accedere alle segmentazioni politico-ideologiche che connotano il vissuto festivo.Il lavoro avrebbe potuto essere ulteriormente arricchito dal ricorso sistematico ad altre fonti: mi riferisco ai cinegiornali - facilmente scaricabili dal sito web dell'Istituto Luce - ed ai resoconti di prefetti e questori inviati regolarmente al Ministero degli Interni. Dalla mia personale esperienza di ricerca ho potuto constatare come confrontando le carte di polizia con i resoconti giornalistici emerga una realtà più articolata e complessa. Molto spesso infatti i quotidiani - in quei delicati anni fondativi del nuovo ordine repubblicano e antifascista - tendevano a occultare o minimizzare scontri ed episodi spiacevoli, di cui si trovano invece descrizioni ricche nelle relazioni di prefetti e questori. Questi ultimi inoltre ci illuminano sulle vicende della provincia, delle località minori, che generalmente sfuggono ad un'analisi che si concentri principalmente sui grandi organi di stampa.Ciò non sminuisce comunque i pregi di una ricerca che ci offre un quadro complessivo del sistema delle celebrazioni pubbliche nell'Italia del dopoguerra. Mentre gli studi sulle politiche della festa solitamente analizzano una ricorrenza lungo un arco di tempo abbastanza ampio, in questo caso la scelta di restringere l'arco cronologico e nel contempo ampliare il quadro delle ricorrenze prese in esame risulta felice e fruttuosa. Guaiana ci fa così ben comprendere l'interazione tra le varie feste e tra i diversi soggetti che - di volta in volta - furono protagonisti dello spazio pubblico.


Guri Schwarz