Infanzia e carità a Cremona. Saggi in memoria di Gianfranco Carutti, a cura di Matteo Morandi
presentazione di libro
presentazione di libro
Incontro con Tommaso Bobbio, Marco Buttino, Alberto Masoero, Gian Piero Piretto Marco Buttino, Samarcanda. Storia di una città alla periferia dell’URSS, Viella, 2015
Nell'ambito di "E' la nostra storia. VIII. Antifascismo, diritti, libertà"
Eugenio Giani, Sandro Rogari, Elisa Signori e Valdo Spini presentano il libro di Gaetano Salvemini "Lettere americane, 1927-1949" (a cura di Renato Camurri, Donzelli, 2015)
Mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), verrà presentato il volume Dal Fascio allo Scudo crociato. Cassa per il Mezzogiorno, politica e lotte sociali nell'Agro Pontino (1944-1961) di Stefano Mangullo, Franco Angeli, 2015. Ne discutono con l’autore: Emanuele Bernardi, Marco De Nicolò, Daniela Felisini. Coordina: Francesco Piva.La Cassa per il Mezzogiorno ha rappresentato nella storia dell'Italia postunitaria il primo e finora unico tentativo di affrontare organicamente la cosiddetta questione meridionale. Il libro ne ricostruisce il primo decennio prendendo come caso di studio la provincia di Latina e in particolare l'Agro Pontino, già oggetto durante il fascismo di un ampio intervento di bonifica integrale. Fra continuità e cesure, l'azione della "Cassa" si sovrappose al precedente tessuto sociale ed economico, realizzando una seconda bonifica che nel volgere di pochi anni trasformò di nuovo, radicalmente, il volto della pianura pontina.L'intervento straordinario viene inoltre inquadrato nella temperie delle lotte sociali e politiche dell'epoca, con un focus specifico sulle posizioni e sulle strategie portate avanti dai due partiti principali: Democrazia cristiana e Partito comunista italiano. Pur partendo da chiavi di lettura diverse dei problemi dello sviluppo e delle possibili soluzioni, entrambi interagirono attivamente con la "Cassa", ne furono influenzati e cercarono a loro volta di indirizzarne l'operato, confrontandosi con gli effetti e con le trasformazioni prodotti sul territorio.Stefano Mangullo ha conseguito nel 2011 il dottorato di ricerca in Storia politica e sociale dell'Europa moderna e contemporanea presso l'Università degli studi di Roma Tor Vergata, dove attualmente insegna Storia contemporanea. Studioso di storia dei partiti politici e del Mezzogiorno, ha pubblicato articoli e saggi in particolare sul Casellario politico centrale in età repubblicana, sulla Democrazia cristiana e sul Partito repubblicano, sulla Seconda guerra mondiale e sul dopoguerra in provincia di Latina.
Giovedì 29 ottobre 2015 alle ore 16.30, in occasione della chiusura dell’EXPO 2015. Nutrire il Pianeta, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), organizza la presentazione del volume Il mais “miracoloso”. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione, di Emanuele Bernardi, Carocci, 2015. Intervengono: Lucia Ceci, Guido Fabiani, Mario Vigo. Coordina: Piero Bevilacqua.
Cosa si nasconde dietro quel che mangiamo? Questo libro per la prima volta descrive, attraverso l’uso di fonti italiane e straniere, la diffusione nel nostro paese e in Europa di un particolare tipo di innovazione – il mais ibrido –, giunta dagli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Durante la Guerra fredda, istituzioni, partiti, tecnici, organizzazioni sindacali e Chiesa cattolica furono per questa via coinvolte, in vario modo, in un progetto di modernizzazione delle campagne italiane, che cambiò i modi di produzione e le abitudini alimentari di una nazione lanciata verso i consumi di massa. Emergono così i nodi che caratterizzano lo squilibrato sviluppo economico dell’Italia fino ai nostri giorni in una prospettiva globale.
Emanuele Bernardi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Storia, Culture, Religioni della Sapienza Università di Roma e collabora con vari istituti di ricerca. Tra le sue pubblicazioni: La riforma agraria in Italia e gli Stati Uniti (il Mulino 2006); Riforme e democrazia. Manlio Rossi-Doria dal fascismo al centrosinistra (Rubbettino 2010); (a cura di) Emilio Sereni, Lettere (1945-1956) (Rubbettino, 2011).
MICHELE PELLEGRINO
E IL CONCILIO VATICANO II
Pubblicati alcuni scritti inediti del vescovo di Torino
Una raccolta di scritti inediti sul Concilio del cardinal Michele Pellegrino, arcivescovo di Torino dal 1965 al 1977, sarà presentata giovedì 29 ottobre 2015, alle 17.30, nella sala torinese della Facoltà teologica, in Via XX Settembre 83. Alla presentazione del volume, intitolato Dire il Concilio. Testi inediti (Edizioni Effatà), parteciperanno i curatori del volume Bartolo Gariglio e Francesco Traniello, della Fondazione Michele Pellegrino, e Roberto Repole ed Ermis Segatti, della Facoltà teologica.
Gli scritti ora pubblicati erano stati preparati da Pellegrino tra il 1966 e il 1972, in un periodo estremamente teso delle vicende della Chiesa cattolica, in particolare a Torino. La volontà del vescovo di diffondere nella sua diocesi le novità del Concilio (che si era concluso nel 1965) si scontrò con numerosi episodi di contestazione che provenivano sia dai “cattolici del dissenso”, sia dagli ambienti tradizionalisti. Le pagine di Pellegrino restituiscono con immediatezza le riflessioni del vescovo sull’evento del Concilio, ma anche le sue considerazioni sull’urgenza dell’aggiornamento nella Chiesa e sulle difficoltà che quell’esperienza di cambiamento portava con sé.
Per informazioni: fondazione.pellegrino@unito.it
http://www.fondazionemichelepellegrino.it/news/46-auguri-4.html?jjj=1445530938968
Venerdì 6 novembre 2015 alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), si terrà una tavola rotonda sul tema Giornalisti e stampa periodica nel ‘dopofascismo’ con Sandro Bulgarelli, Marcello Ciocchetti, Franco Contorbia, coordinati da Rosanna De Longis, in occasione della pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, a cura di Eugenio Semboloni e Susanna Spezia. Prefazione di Alberto Petrucciani, Biblink, 2015 (Collana Novecento periodico, 8).
Gli “incunaboli dell'Italia libera”: la definizione di Alberto Petrucciani ben si attaglia a quotidiani e riviste degli anni del ‘dopofascismo’, un periodo di straordinaria vitalità per la stampa periodica e per la stessa attività giornalistica. Nelle aree geografiche e nei mesi di occupazione tedesca e di amministrazione repubblichina la rinascita dei periodici resta sottotraccia, non assente né interrotta, nei fogli clandestini, mentre dopo la Liberazione il panorama della stampa attraverserà rapide trasformazioni.
Sulle esperienze di quello snodo cruciale per l’intera società italiana si interrogheranno i partecipanti alla tavola rotonda che prende spunto dalla pubblicazione del catalogo Periodici italiani 1943-1950 nelle raccolte della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, con il quale la Biblioteca ha proseguito nel lavoro di censimento e indagine critica delle proprie raccolte bibliografiche iniziato da tempo. L’arco cronologico in base al quale sono stati selezionati i titoli descritti nel recente catalogo permette di rappresentare i momenti fondamentali che scandiscono le vicende italiane tra guerra e dopoguerra, dall’intervento degli Alleati sui mezzi di informazione all'ampliamento degli orizzonti comunicativi, alla nascita dell'Italia repubblicana, alla crescita della dialettica politica e del dibattito culturale.
Eugenio Semboloni e Susanna Spezia si occupano, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea, dei servizi di orientamento e informazioni bibliografiche, di catalogazione e gestione delle pubblicazioni periodiche e delle risorse digitali
Alberto Petrucciani insegna Archivistica, bibliografia e biblioteconomia all’Università di Roma Sapienza.
Per informazioni: b-stmo.info@beniculturali.it; www.bsmc.it;
Nell'ambito di "E' la nostra storia. VIII. Antifascismo, diritti, libertà"
Simone Neri Serneri, Leonardo Rapone e Gianpasquale Santomassimo presentano il libro di Chiara Giorgi "Un socialista del Novecento.Uguaglianza libertà e diritti nel percorso di Lelio Basso" (Carocci, 2015).
Mercoledì 11 novembre 2015, alle ore 17.30, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), si terrà una tavola rotonda sul tema: L’Italia mazziniana e la nascita degli Stati post asburgici in occasione della pubblicazione del volume Il Patto di Roma e la Legione Ceco-Slovacca. Tra Grande Guerra e Nuova Europa, a cura di Francesco Leoncini, Kellermann, 2014. Intervengono: Francesco Caccamo, Giuseppe Dierna, Francesco Leoncini. Coordina: Federigo Argentieri. Il Patto di Roma, siglato alla fine del “Congresso delle nazionalità oppresse dall’Impero austro-ungarico” dell’8-10 aprile 1918, costituisce il superamento del Patto di Londra in base al quale l’Italia era entrata in guerra. La conseguente costituzione di un “Esercito Czeco-Slovaco, unico ed autonomo posto dal punto di vista nazionale, politico, giuridico sotto l’autorità del Consiglio Nazionale dei Paesi Czeco-Slovachi” di Parigi, rappresenta il risultato più rilevante di quella svolta nella politica estera italiana a favore della dissoluzione della Monarchia asburgica e per il riconoscimento del principio di nazionalità. Il volume riscopre un capitolo a lungo trascurato dalla storiografia sulla Grande Guerra e passato in sordina alla fine del conflitto, sovrastato dalla rinnovata ostilità nei confronti degli jugoslavi e dalla pretestuosa invenzione della “vittoria mutilata”. Nello stesso tempo esso dà ampio rilievo a un passaggio decisivo della storia dei cechi e degli slovacchi che vede come protagonista, in campo diplomatico e militare, lo slovacco Milan Rastislav Štefánik, personalità poliedrica, astronomo ed aviatore, naturalizzato francese, particolarmente legato all’Italia. Vi è infine il recupero del coinvolgimento del Mezzogiorno e delle Isole Maggiori nell’impegno bellico.Francesco Leoncini, studioso di storia ceco-slovacca e autorevole interprete della realtà politica e sociale della Mitteleuropa, ha insegnato dal 1971 al 2011 all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: La questione dei Sudeti 1918-1938, Liviana, finalista al premio Acqui-Storia 1976 e tradotta in tedesco; L’opposizione all’Est 1956-1981. Raccolta di testi con introduzione e bibliografia, Lacaita; L’Europa centrale. Conflittualità e progetto. Passato e presente tra Praga, Budapest e Varsavia, Cafoscarina; Alexander Dub?ek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea; L’Europa del disincanto. Dal ’68 praghese alla crisi del neoliberismo, entrambi da Rubbettino. Per Studio Tesi ha curato la prima edizione critica dell’opera programmatica di Tomáš Garrigue Masaryk, La Nuova Europa. Il punto di vista slavo, scritta nel corso del primo conflitto mondiale.
Lunedì 16 novembre 2015, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume L’immagine politica. Forme del contropotere tra cinema, video e fotografia nell\'Italia degli anni Settanta di Christian Uva, Mimesis, 2015. Ne parlano con l’autore: Guido Panvini, Stefania Parigi, Ermanno Taviani.
Il libro propone una riflessione sulle articolazioni assunte dall’immagine, in quanto strumento e terreno di lotta politica, nel periodo delle grandi mobilitazioni sociali compreso tra la fine degli anni Sessanta e le ultime fasi del decennio successivo, con particolare riguardo per il ’77. Calandosi all’interno di tale contesto storico, l’indagine approfondisce la processualità e le possibili maniere d’essere dell’immagine politica in quanto modo d’espressione di un’istanza di “contropotere”, prendendo come riferimento case studies tratti dal cinema, dal video e dalla fotografi a (campi di ricerca al centro, ognuno, di uno specifico capitolo). Da questi orizzonti distinti ma non distanti emergono, in una continua dialettica tra immagini politiche e politica delle immagini, frammenti iconici e schegge audiovisive ora capaci di imporsi, nel bene e nel male, nel cosiddetto “immaginario collettivo”, diventando veri e propri simboli di quegli anni, ora in grado di veicolare, in maniera più indiretta ma non per questo meno efficace, un’autentica carica eversiva situata sul terreno dei linguaggi e delle estetiche prima ancora che su quello dei contenuti.
Christian Uva è professore associato presso l’Università Roma Tre dove insegna Storia del cinema, Tecnologie del cinema e dell’audiovisivo e Cinema e Storia. Ha scritto numerosi saggi sulla tecnologia digitale nel cinema e sui rapporti tra l’orizzonte iconico/audiovisivo e la storia italiana, con particolare riguardo per gli anni Settanta. È direttore delle collane editoriali cinemaespanso (Bulzoni) e Cinema (Rubbettino). È inoltre fondatore e condirettore della rivista «Cinema e Storia» (Rubbettino). Ha pubblicato, tra gli altri, i seguenti volumi: Schermi di piombo. Il terrorismo nel cinema italiano (2007), Impronte digitali. Il cinema e le sue immagini tra regime fotografico e tecnologia numerica (Bulzoni, 2009), Cinema digitale. Teorie e pratiche (2012) e Sergio Leone. Il cinema come favola politica (2013).