Reconstruction in Europe. 100 years later
Presentazione Special Issue 2017-2 Annals of the Fondazione Luigi Einaudi
Presentazione Special Issue 2017-2 Annals of the Fondazione Luigi Einaudi
Presentazione del volume
Fondazione Res
STORIA DEL BANCO DI SICILIA
a cura di Pier Francesco Asso
Introduce
Antonio Patuelli
Con il curatore intervengono
Sabino Cassese
Pierluigi Ciocca
Carlo Trigilia
Il Centro interdipartimentale di studi storici sul cristianesimo è lieto di invitarla alla presentazione del libro di Raffaella Perin, La radio del papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale (il Mulino, Bologna 2017), che si terrà mercoledì 21 febbraio 2018 alle ore 15.00 presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari Venezia.
Intervengono:
Lucia Ceci (Università degli Studi di Roma "Tor Vergata")
Giovanni Vian (Università Ca' Foscari Venezia)
Sarà presente l'autrice
Mercoledì 21 febbraio 2018 alle ore 17.00 nel Salone delle Conferenze della Società Napoletana di Storia Patria al Maschio Angioino, nell’ambito delle attività di divulgazione della Associazione Alessandro Scarlatti si terrà il primo di due appuntamenti dedicati alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale. Il ciclo di incontri, realizzato in collaborazione con la Società Napoletana di Storia Patria nell’ambito della collaborazione che lega le due importanti istituzioni napoletane, si intitola “Parliamo di Musica – i libri”; in questo primo appuntamento il musicologo Giuseppe Martini presenterà il volume “ Il carteggio Verdi-Piroli” edito dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. Intervengono Renata De Lorenzo, docente di Storia del Risorgimento presso l’Università Federico II e Presidente della Società Napoletana di Storia Patria e Daniela Tortora, docente di Storia della Musica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli; introduce il musicologo Renato Di Benedetto.
L’ingresso è libero.
Il carteggio, appena pubblicato, tra Giuseppe Verdi e Giuseppe Piroli, nato anch’egli a Busseto, avvocato, docente universitario, deputato e poi senatore nel neonato Regno d’Italia, aiuta a comporre un sempre più attendibile ritratto del pensiero politico e civile di Giuseppe Verdi. Un corpus di 721 tra lettere e biglietti, curato scrupolosamente da Giuseppe Martini e compreso in un arco di tempo esteso dal 1859 al 1890, anno della scomparsa dell’amico, al quale Verdi sopravvive undici anni. Quasi interamente inediti i documenti di Piroli; per la prima volta pubblicati integralmente e disposti cronologicamente, correggendo numerose lacune e sviste, quelli verdiani.
Venerdì 23 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà
presentato il volume Togliatti e la democrazia italiana a cura di Alexander Höbel (Editori Riuniti, 2017). Intervengono: Michele Prospero, Giuseppe Vacca. Coordina:
Fiamma Lussana. Sarà presente il curatore.
Dopo una lunga fase di rimozione e damnatio memoriae, la figura di Palmiro Togliatti – artefice del
maggiore partito comunista dell’Occidente, ma anche tra i principali padri costituenti dell’Italia
repubblicana – sta tornando al centro dell’attenzione degli studiosi.
Il presente volume analizza il rapporto tra Togliatti e la democrazia italiana, non solo nel senso del
contributo fornito dal leader del Pci alla costruzione della Repubblica, ma anche del suo modo di
relazionarsi a quella società di massa che della “democrazia organizzata” costituisce la base.
L’analisi del fascismo, il legame col pensiero di Gramsci, il rapporto con gli intellettuali, quello con
la cultura azionista e quello col mondo cattolico, la dimensione internazionale della rivoluzione
antifascista e della “democrazia di tipo nuovo”, il ruolo di Togliatti nel movimento comunista sono
alcuni dei temi affrontati.
Ne emerge il quadro di un dirigente politico che fu il totus politicus ammirato da Benedetto Croce,
ma anche un intellettuale a tutto tondo, capace di confrontarsi con questioni ancora all’ordine del
giorno, quelle della società di massa, della democrazia intesa non solo come insieme di regole ma
come processo partecipativo, del nesso tra quest’ultimo aspetto e il progresso sociale in direzione
dell’eguaglianza.
Martedì 27 febbraio 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Per lavoro e per amore. Cronache e riflessioni da un mestiere speciale, Memoria Edizioni, 2017. Intervengono: Linda Giuva, Linda Laura Sabbadini, Mauro Tosti-Croce. Coordina: Patrizia Rusciani.
“Per lavoro e per amore” è il libro che nasce dall’esperienza di Memoria, una struttura professionale
di archivisti romani che ha accumulato una lunga storia di collaborazione con archivi pubblici e privati di dimensioni e ambiti tematici i più diversi (dal politico-sociale allo scientifico, dall\'economico all\'artistico). Per festeggiare i venti anni di attività i soci hanno pensato di chiedere ai tanti che a vario titolo hanno interagito con il loro lavoro un contributo che avesse comunque a che fare con la professione e la comune esperienza. Ne è nato un volume che raccoglie questi testi legati da una particolare cucitura redazionale.
Venerdì 2 marzo 2018, alle ore 17.00, la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con la Società italiana delle storiche, presenta il volume Donne di fronte alla guerra. Pace, diritti e democrazia (1878-1918) di Stefania Bartoloni, Laterza, 2017.
Intervengono: Daniela Luigia Caglioti, Maria Susanna Garroni, Renato Moro. Coordina: Rosanna De Longis.
Sarà presente l’autrice.
A differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura, le donne italiane non invocarono la guerra.
Ci fu poi un gruppo di utopiste, legate a una rete internazionale di militanti, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali.
Stefania Bartoloni insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e di genere in età contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. È tra le fondatrici della Società Italiana delle Storiche. Tra le sue pubblicazioni: Italiane alla guerra. L’assistenza ai feriti (1915-1918) (Marsilio 2003, nel 2004 Premio Gisa Giani, Premio Capri-San Michele e Premio Feudo Città di Maida); Il fascismo e le donne nella «Rassegna femminile italiana» 1925-1930 (Biblink 2012); La Grande Guerra delle italiane. Mobilitazioni, diritti, trasformazioni (a cura di, Viella 2016).
Mercoledì 7 marzo 2018, alle ore 17.00, in occasione della Giornata internazionale delle donne, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume Considerate che avevo quindici anni. Il diario di prigionia di Magda Minciotti tra Resistenza e deportazione di Anna Paola Moretti, affinità elettive, 2017. Intervengono: Beatrice Pisa, Simona Lunadei. Coordina: Rosanna De Longis. Durante la presentazione letture a cura dell’Associazione parolincontro. Sarà presente l’autrice.
Torna alla luce a distanza di settanta anni un documento straordinario, il diario che Magda Minciotti, giovanissima partigiana di Chiaravalle, scrisse durante la sua prigionia in mano alle SS e la deportazione per lavoro coatto nei lager Siemens a Norimberga e Bayreuth. Racconta la solitudine, la nostalgia, lo sconforto, il dolore per la morte del fratello deportato con lei, insieme alle strategie messe in atto per resistere alla disumanizzazione. Nel clima di generale indifferenza con cui la società del dopoguerra accolse il ritorno dei deportati, Magda conservò il diario in silenzio, per lunghissimi anni, consegnandolo al figlio poco prima della sua morte. Col corredo di altri documenti si disegna anche la biografia di Magda, a partire dalla sua formazione in una famiglia che aderiva agli ideali mazziniani e partecipò compatta alla Resistenza in provincia di Ancona. La vicenda di Magda ci apre alla conoscenza della deportazione per lavoro coatto praticata dai nazisti in tutta Europa, subita massicciamente anche da uomini e donne italiane, a cui la storiografia ha da poco iniziato a rivolgere la sua attenzione.
Presentazione del libro di Michel Dreyfus (Free Ebrei, Torino 2017).
Partecipano Gadi Luzzatto Voghera, Maria Grazia Meriggi, Vincenzo Pinto, Valentina Pisanty
Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), in collaborazione con Associazione di Studi Storici Sergio La Salvia e Associazione Italiana per lo Studio della Santità, dei Culti e dell'Agiografia (AISSCA), sarà presentato il volume L'invenzione di un culto. Santa Filomena da taumaturga a guerriera della fede di Sergio La Salvia. Introduzione di Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani, Viella, 2017. Intervengono: Tommaso Caliò, Massimiliano Ghilardi. Coordina: Fabio Fabbri. Saranno presenti Sofia Boesch Gajano e Lucia Sebastiani.
Storico dell’età contemporanea, Sergio La Salvia affronta con rigore metodologico e intelligenza critica un tema posto all’intersezione fra storia religiosa, politica e culturale, che aveva attirato l’attenzione di Benedetto Croce: le origini e il successo del culto di santa Filomena, la “santa taumaturga del XIX secolo”. La ricerca indaga il ruolo giocato dal clero ai diversi livelli gerarchici, compresi i pontefici, dagli ordini religiosi, dalle autorità politiche, attraverso inediti percorsi nella cultura “alta” e nella letteratura religiosa “minore”, nella storiografia apologetica e in quella critica, ricostruendo la storia di un culto capace di resistere ai pur solidi argomenti scientifici dell’archeologia e dell’agiografia e di godere di una popolarità testimoniata, oltre che dagli scritti, dalle immagini, dalle devozioni, anche da scrittori come Alexandre Dumas, da poeti come Giuseppe Gioacchino Belli, e da un filosofo come Antonio Rosmini. Il saggio, già pubblicato nel 1984 nel volume Culto dei santi, istituzioni e classi sociali in età preindustriale, è riproposto come un classico della storiografia agiografica.
Sergio La Salvia (1940-2013) è stato professore di Storia contemporanea e segretario Generale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. Fra i temi delle sue ricerche: i partiti nell’Italia dell’800, le dinamiche della formazione dello Stato unitario, il concetto di Nazione, la questione ebraica (soprattutto nello Stato Pontificio tra XVIII e XIX secolo), gli epistolari di grandi personaggi. Fra le sue opere: Giornalismo lombardo. Gli “Annali universali di statistica” (1824-1844) (1977); Giuseppe Garibaldi (1995); La rivoluzione e i partiti. Il movimento democratico nella crisi dell’unità nazionale (1999).