La liberazione di Roma. Alleati e Resistenza
Presentazione del libro di Gabriele Ranzato, alla presenza dell'autore. Partecipano Marcello Flores e Filippo Focardi. Modera Paolo Pezzino.
Presentazione del libro di Gabriele Ranzato, alla presenza dell'autore. Partecipano Marcello Flores e Filippo Focardi. Modera Paolo Pezzino.
Presentazione del volume Viella I riformismi socialisti al tempo del centro-sinistra 1957 - 1976, a cura di Enzo Bartocci, aprile 2019
Giovedì 6 giugno 2019, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La saponificatrice di Correggio. Una favola nera, di Barbara Bracco (il Mulino, 2018). Ne discutono con l’autrice: Maurizio Ridolfi e Giancarlo Tartaglia.
A Correggio, fra il 1939 e il 1940, Leonarda Cianciulli uccise tre donne, impadronendosi dei loro beni e distruggendone i corpi. Nel 1946 il processo alla «saponificatrice» ebbe una risonanza enorme in un’Italia che, ormai uscita dal fascismo, riscopriva il fascino un po’ morboso dei grandi fattacci di nera. A fare di quest’assassina seriale un archetipo della criminalità femminile non è solo la particolare efferatezza dei tre delitti, ma l’immagine complessiva che la giustizia, la psichiatria, i giornali e l’opinione pubblica restituirono della vicenda. È attraverso questa narrazione collettiva che il libro rilegge il caso della saponificatrice di Correggio, estraendo dalla cronaca nera un pregnante capitolo di storia culturale italiana, sullo sfondo della difficile transizione fra la guerra e l’avvio della Repubblica.
Presentazione del libro
24 MAGGIO 1915
di Elena Bacchin
Laterza, 2019
Ne parlano con l'autrice
Adriano Roccucci, ordinario di Storia contemporanea a Roma Tre
Manfredi Alberti, contrattista di Storia economica a Roma Tre
Il XVIII incontro internazionale dell’Osservatorio scientifico della memoria autobiografica scritta, orale, iconografica, sul tema Autobiografia: convivium, cibo-Frankenstein, vampirismo / Autobiography: Banqueting, GM Food, Vampirism / Autobiographie: convivium, nourriture-Frankenstein, vampirisme, organizzato da Mediapolis Europa, in collaborazione con la Biblioteca di storia moderna e contemporanea e l'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, si terrà a Roma, presso la Biblioteca e l'Istituto coorganizzatori (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani, 32 - Roma) dal 24 al 26 giugno p.v.
Martedì 27 giugno 2019, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume The New Italy and the Jews - from Massimo D’Azeglio to Primo Levi (Annali d’italianistica, vol. 36. 2018), edited by Jonathan Druker and L. Scott Lerner. Saluti: Patrizia Rusciani e Gianfranco Di Segni. Intervengono: L. Scott Lerner, Elèna Mortara, Gabriella Romani. Coordina: Marina Caffiero.
Alla vigilia della Rivoluzione del 1848, Massimo D’Azeglio, esortando papa Pio IX ad abolire il ghetto
ebraico di Roma e a emancipare gli ebrei, connetteva esplicitamente lo stato degli ebrei italiani al progetto
dell’unificazione italiana e della costruzione della nazione. La duplice campagna di D’Azeglio a favore
dell’emancipazione ebraica e dell’unificazione italiana costituisce il punto di partenza di questo volume, che
si incentra su queste e altre importanti questioni relative al ruolo della cultura e della storia ebraica italiana nella nascita e nello sviluppo della nazione italiana dal Risorgimento al presente. Il posto occupato da Primo Levi nell’Italia contemporanea segnala invece il punto d’arrivo concettuale del volume. I diciannove saggi
che vi sono raccolti, di autori di provenienza internazionale, con il loro accento multidisciplinare sul teatro,sull’opera e la musica liturgica, la letteratura popolare, i memoriali pubblici, e con una diversa gamma di approcci storiografici, esplorano una grande varietà di argomenti rilevanti a quasi due secoli di storia, dagli anni Quaranta dell’Ottocento al presente. Piuttosto che strutturare la collezione cronologicamente, dal tardo
Risorgimento all’unificazione, allo stato liberale, al fascismo, fino al periodo del dopoguerra e al presente, i
curatori hanno scelto di organizzarla per argomento: “Gli ebrei e la costruzione della nuova società”; “Identità ebraica nella nuova Italia”; “La tragedia ebraica sulla scena nazionale e internazionale”; “Gli ebrei a la costruzione della nazione italiana”; e “La memoria italiana e gli ebrei: L’Olocausto e oltre”.
Venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza, 2019). Intervengono: Simona Colarizi, Andrea Graziosi, Alessandro Laterza.
Il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.
Mercoledì 25 settembre 2019 alle ore 18.00 l'Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna presenta la discussione aperta sul volume "Lucri di guerra. Le forniture di armi e munizioni e i pescecani industriali in Italia (1914-1922), edito da Viella nel 2017, di Fabio Ecca. Ne discuteranno insieme l'autore ed il generale Canarile.
Martedì l° ottobre, alle 17.30, a Venezia, presso
Laguna libre. Ecostaria della cultura (Fondamenta Cannaregio 969), la Società italiana delle storiche-Sezione veneto, SNOQ (Se non ora quando) presentano il volume:
Le parole e i corpi. Scritti femministi di Maria Luisa Boccia (Ed. CRS, Ediesse 2018)
Intervengono, con l'autrice:
Nadia Maria Filippini (SIS - Sez. Veneto) Marina Scalori (SIS - Sez. Veneto) Simonetta Luciani (Snoq)
Venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via Michelangelo Caetani 32, Roma), sarà presentato il volume La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti, 1860-1870 di Carmine Pinto (Laterza, 2019).
Intervengono: Simona Colarizi, Andrea Graziosi, Alessandro Laterza.
Il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di
bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere,
fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali.